Tagliatelle al forno con porcini, salsiccia e uova di quaglia ricoperte da besciamella ai formaggi.

Piatto estremamente ricco, di quelli che piacciono al Prodigioso (sempre sia gustato), indicato d’inverno, stupefacente a Ferragosto.
Un consiglio: se potete, cucinate questo piatto in casa di altri (parenti o amici che vi stanno moderatamente antipatici) i commensali saranno soddisfatti e si dimenticheranno che avete ridotto la cucina peggio di Stalingrado nel ’43.

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Ingredienti per 4 persone:

500 gr di tagliatelle all’uovo (meglio se a sfoglia spessa)
400 gr di salsiccia fresca
400 gr di funghi porcini (freschi o surgelati)
2 spicchi d’aglio
Un mazzetto di prezzemolo
50 gr di burro
12 uova di quaglia
Sale e pepe

Per la besciamella ai formaggi:
70 cl di latte fresco (più un bicchiere da tenere a parte)
70 gr di burro (più qualche fiocchetto per decorare)
70 gr di farina
Una grattatina di noce moscata
200 gr di emmental
200 gr di brie
200 gr di gorgonzola
100 gr di parmigiano grattugiato

Immagino che non abbiate voglia di tirare la sfoglia al mattarello per fare le tagliatelle: la ricetta è già lunga così e io non ho intenzione di spiegarvi come si fa, per cui andate al supermercato e prendetene una confezione.
Della salsiccia dovete usare l’impasto, per cui strizzatelo fuori al budello e sgranatelo con le mani prima di metterlo in una padella capiente a fuoco vivace. La salsiccia deve cuocere fino a che non sarà evaporata tutta l’acqua che la carne espelle nei primi minuti di cottura e si sarà leggermente abbrustolita per ottenere la reazione di Maillard (un pastafariano dovrebbe sapere di cosa parliamo, in caso contrario c’è sempre Wikipedia).
In una padella a parte mettete a soffriggere nel burro due spicchi di aglio interi e aggiungete i funghi tagliati a cubetti (se non volete usare solo porcini, può andare bene anche un misto di funghi, però non è la stessa cosa).

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Quando i funghi saranno cotti, aggiungete il prezzemolo tritato, salateli e versateli nella padella in cui sta finendo di cuocere la salsiccia. Proseguite la cottura per altri 5 minuti mescolando bene, spegnete il fornello e coprite.

Preparate la besciamella mettendo a sciogliere il burro in una casseruola, dopodiché buttate la farina in un colpo, mescolando bene per evitare la formazione di grumi. Proseguire la cottura a fuoco vivace fino a che non assumerà un bel colore nocciola (adesso che sapete cos’è la reazione di Maillard non ve lo spiego più) e versateci il latte freddo mescolando bene. Fate addensare sul fuoco medio, aggiustate di sale e aggiungete una grattatina di noce moscata (con rispetto, visto che gli olandesi si sono giocati l’isola di Manhattan per questa spezia).

Una volta pronta la besciamella aggiungetevi l’emmental, il brie e il gorgonzola privati della crosta e ridotti a pezzettini mentre continuate a mescolare a fuoco basso. I formaggi devono sciogliersi perfettamente e la besciamella deve risultare spalmabile come una crema: nel caso in cui fosse troppo densa aggiungete il latte che avete tenuto a parte.

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Visto che ormai tutto è pronto, mettete sul fuoco l’acqua della pasta e nel frattempo sbucciate le uova di quaglia che avrete precedentemente lessato per 7/8 minuti. Per inciso, le uova di quaglia potete anche non usarle in questa ricetta, ma danno un tono alla preparazione (e tutto sommato ci stanno bene).

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Cuocete le tagliatelle lasciandole molto al dente, scolatele con l’apposito copricapo e conditele con il sugo di salsiccia e funghi, aggiungendo qualche cucchiaiata di besciamella ai formaggi. Sistemate il tutto in una pirofila (nella foto vedete la teglia in alluminio per la versione da asporto), accomodateci sopra le uova e ricoprite con la besciamella, il parmigiano grattugiato e i fiocchetti di burro.

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Se avete delle pirofile mono porzione da portare direttamente in tavola l’effetto sarà assicurato (occhio ai diti che bruciano).

Infornate a 180 gradi per circa 30 minuti fino a che la superficie non abbia preso colore e servite caldissime.

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Gustate il piatto insieme a pastafariani d’ambo i sessi, invocando la trascendente presenza di Sua Sugosità che potrebbe rivelarsi facendo scendere qualche fettina di tartufo dall’alto, ma è un evento quasi miracoloso e bisogna avere parecchia fede perché si manifesti in tal modo.

In questi casi, celebrare il rito nelle Langhe piemontesi potrebbe aiutare.

Cpt. Rigatone

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