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Il grande gioco all’equivoco

Oggi ho sentito un discorso di Bertrand Russell, quel piccolo capolavoro che e’ “Perche’ non sono cristiano“. I primi cinque minuti li passa a parlare di cosa vuol dire “cristiano”, dicendo non senza una punta di ironia (e forse sconforto) che il termine non vuol dir piu’ molto; che il termine un tempo significava accettare una serie di credenze precise alla sillaba ma che cio’ non era piu’ vero. Diceva questo il 6 marzo 1927, quasi un secolo fa. Ma quand’e’ che essere cristiano aveva un senso preciso? Quando e’ stato che si e’ visto un fronte cristiano coeso, compatto, dotato di un’unica dottrina?

Forse nei 4 secoli precedenti il suo discorso qualcosa si trova.
No, alla fine del medioevo in effetti c’e’ stato quello screziuccio da niente chiamato riforma e controriforma…
Dai, 4 e 4 otto, torniamo al 1200!
Se si facevano le crociate, bisognava che i cristiani fossero ben uniti! Eh, spiegatelo ai poveri cristiani albigesi, che di crociata se ne sono vista arrivare una dietro il collo, per non parlare del fatto che sono stati tra le primissime vittime dell’inquisizione, solo perche’ credevano al bambin gesu’ nel modo “sbagliato”.
Anno 1000?
di li a poco scisma d’oriente e d’occidente, mica una cosa da poco! Scomuniche magiche che volavano da tutte le parti, oltre alla importantissima questione di chi e’ che doveva avere il ruolo di discendente degli apostoli e indossare l’armatura d’oro!

In realta’ ci mancano piu’ o meno 30.000 rami

Ok, facciamo cosi’, saltiamo direttamente alle origini della chiesa: concilio di nicea, anno 325. No, li’ non erano manco d’accordo su se il protagonista fosse un dio o meno. E i vangeli e gli atti degli apostoli a sentire certi professoroni come Ehrman sono stati messi per iscritto per avere una pezza d’appoggio nelle diatribe con altri che si definivano cristiani ma non erano d’accordo su un’infinita’ di cose. In particolare ci sono i cristiani gnostici che esistono ancora oggi dal II sec. e hanno una dottrina che e’ un bel po’ diversa da quella di qualsiasi altro cristiano.

Che pero’, dai, non siamo superficiali, parliamoci con queste persone!
E a parlarci si scoprira’ che pure tra quelli che dicono di appartenere alla stessa dominazione, gente che magari a messa ci va e si siede fianco a fianco, beh non sono d’accordo tra loro manco su di che colore e’ il cavallo bianco di napoleone. E spesso e volentieri pure una singola persona non rispondera’ allo stesso modo durante tutta la sua vita di credente. Come pure tal volta capitera’ che vi dica in un momento che per andare in paradiso bastano le opere e poi recitera’ a memoria che extra ecclesiam nulla salus, che vuol dire precisamente che non bastano le opere.

Ma non si pensi che questo e’ un atteggiamento esclusivo dei cristiani! Tutte le religioni hanno questo meccansimo frattale di disaccordo continuo, in cui per ogni insieme di idee e teste si troveranno due sottoinsiemi divisi su questa o quella opinione. Eppure su una cosa sono sempre tutti d’accordo, “la nostra e’ l’unica vera fede”. Il buon segnodellacrocista seriale sara’ sempre d’accordo con chi gli dice che “noi cristiani abbiamo la Verita’ “.

Il problema e’ che quando se lo dicono, e’ solo un equivoco. Immaginate la convention degli amanti della pesca, dove gli amanti della pesca entrano gratis.

-“Quanti biglietti?” fa il bagarino
-“Nessuno, noi amiamo la pesca” risponde Sampei il pescivendolo
-“Ah perfetto, entrate pure. Prossimo gruppo, quanti biglietti?” chiede il bagarino guardando oltre
-“Anche noi amiamo la pesca!” esclama Alvaro il contadino
-“Ammazza, che culo oggi, da questa parte!” fa il bagarino pensando che pure stasera la pastasciutta se la prende solo alla mensa dei poveri

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Vi fa un po’ strano? beh, per le religioni e’ proprio la stessa cosa, vanno d’amore e d’accordo fin quando non si spiegano a vicenda che stanno dicendo. Ma questo tipo di equivoco del concordare su frasi identiche perche’ si sostengono significati spesso diametralmente opposti, non e’ solo un fatto incidentale, bensi’ un elemento centrale della capacita’ delle religioni di proliferare e adattarsi. La comunita’ cristiana nemmeno si formerebbe se portassero scritto in fronte chi ci crede e chi no alla storiella della donna costola o quella della vergine che rimane tale durante il parto.

Il movimento ateo inglese, infatti ha deciso di vedere il bluff e davanti a un censimento che riportava un solido 50% e rotti di cristiani, ha commissionato un sondaggio che andasse oltre l’equivoco del nome e chiedesse se si intendesse la cattura di pesci o la frutta, con il risultato che di quei cristiani meno della meta’ ritiene che un certo gesu’ cristo sia esistito e risorto in quanto figlio di dio.

Prendi due di quei cristiani anglosassoni, presentali dicendo “bill, questo e’ todd, todd, questo e’ bill, siete entrambi cristiani” e quei due penseranno di avere qualcosa in comune, chiudi la presentazione con “bill pensa che gesu’ sia il figlio di dio risorto per i peccati dell’uomo, todd festeggia il natale per avere i regali” e improvvisamente bill sente salirgli l’inquisizione spagnola e lo trovi che ammassa legname.

Ma non e’ solo nell’ unire una comunita’ che piu’ divisa non potrebbe essere, che gioca questo equivoco. Ha anche un altro aspetto fondamentale: far credere alle persone che non abbiano abbandonato la fede dei loro bisnonni (o quella dei primi cristiani, quali che fossero).

«Molti sistemi di religione devono essere esistiti molte epoche prima che l’arte della scrittura fosse scoperta, e molte sono passate attraverso i molti cambiamenti prima che i racconti, i miracoli, la storia, le profezie e gli errori venissero fissati e pietrificati in parola scritta. Dopo questo, il cambiamento divenne possibile solo dando nuovi significati a vecchie parole, un processo reso necessario dalla continua acquisizione di fatti in qualche modo inconsistenti con una interpretazione letterale delle “sacre scritture”. In questa maniera una onesta fede spesso prolunga la sua vita con metodi disonesti; ed e’ questa la maniera in cui i cristiani di oggi tentano di armonizzare il racconto mosaico della creazione con le teorie e scoperte della moderna scienza.» (Errori di Mose’ cap. 5, R.G. Ingersoll)

Questo meccanismo permette alle religioni di rinnovarsi completamente, di evolvere e rigettare tutto quello che si sosteneva fino al giorno prima, pur continuando ad affermare di non essere mai cambiate e di essere anzi di antichissima origine, nonostante le posizioni dei cattolici moderni li avrebbero fatti finire sul rogo in quattro e quattr’otto solo qualche generazione prima.

Un esempio? alzi la mano chi ha sentito una variante di “la mente umana non puo’ concepire dio” in reazione al paradosso della pietra (quella pietra cosí pesante che se dio la crea poi non riesce a sollevarla). Bene, la chiesa si e’ pronunciata sulla questione in maniera perentoria, a sostenerlo c’e’ da incorrere nelle stesse pene in cui incorse tal Agostino Bonnetty, che ebbe la sventura di dire queste cose quando la chiesa ancora aveva il potere di agire per un’opinione, prima cioe’ che fosse fermata a cannonate.

Un altro esempio di come le parole cambino di significato nel tempo lo troviamo in Marco 9:1 E diceva loro: «In verità vi dico: vi sono alcuni qui presenti, che non morranno senza aver visto il regno di Dio venire con potenza». Stranamente nessun cristiano cerca questi bimillenari superstiti per chiedergli gesu’ che tipo era. Le parole sono rimaste, ma il significato ora e’ diventato una metafora.

Di cosa non si sa bene, ma fin tanto che regge l’equivoco, son tutti contenti.

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Fonte: https://en.wikipedia.org/wiki/File:Ghost_Festival_Ritual.jpg

Bestemmia libera!

In quel bel paese a forma di stivale su cui stiamo a farci ricche spaghettate, abbiamo una costituzione con alcuni pezzi meravigliosi. In particolare mi è sempre piaciuto l’articolo 21.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Bellissimo, vero? Certo, poi c’è la fine che vieta gli atti osceni, ma quella l’ha già ammazzata Colpo Grosso con i suoi spogliarelli su tv nazionale.

le ragazze cin cin di colpo grosso
Le ragazze cin-cin di colpo grosso

Eppure ci sono delle leggi che stanno a questa poesia costituzionale come un cd dei Metallica a una seduta di meditazione. Mi riferisco alle cosiddette leggi sulla blasfemia. (altro…)

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benvenuto nella giungla

Lo dice la scienza… o no? Guida di sopravvivenza – Livello 3: re della giungla!

Ok, fino ad ora ci siamo preoccupati di non farci fregare nella vita di tutti i giorni dai titoli degli articoli sui benefici dell’annusare scorregge e di come si pubblica davvero un articolo scientifico, ma manca ancora una questione importante: che tipi di articoli scientifici esistono? Eh, già, perchè come per la guerra, non è lo stesso avere davanti il coltello da burro, un fucile o la bomba H.

Purtroppo però vanno tutti sotto il nome di “armi”. Nella letteratura scientifica è la stessa cosa, ci sono articoli e articoli, e questo nasconde altri pericoli.

Fin qui sei riuscito a sopravvivere alle armate della disinformazione del nuovo millennio, complimenti, purtroppo non è finita. Ora bisogna sopravvivere alla giungla. Sanguisughe, serpenti velenosi, ragni grossi come un procione e pelosi come le cosce della cugina di campagna femminista che non si è mai rasata per protesta contro la patriarchia. Ricorda, ogni cosa intorno a te vuole sempre ucciderti peggio che se vivessi in Australia. E solo i più tosti possono cavarsala anche contro queste trappole letali. (altro…)

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Spaghetti con le polpette vegane (per adorare il Prodigioso in tutte le sue forme)

Come sappiamo bene, il Prodigioso Spaghetto Volante ama incondizionatamente tutte le creature (tranne gli orridi pinguini) con una predilezione per i pirati, popolo eletto. Secondo gli esegeti delle scritture, questa sua caratteristica di amore universale è dovuta al fatto che era sbronzo durante la creazione, condizione che peraltro lo contraddistingue quasi sempre.

Chi siamo noi per non imitare il Prodigioso? Il nostro amore non può avere limiti: uomini, donne (incluse tutte le possibili sfumature tra i due) carnivori, vegetariani, compresi anche, ebbene sì, i vegani.

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Maccheroncini al torchio con zucca, salsiccia e pecorino

Li sentite gli schiamazzi? Le sonore risate, i mugolii di soddisfazione e il tintinnio delle posate? No? Epperforza, non avete ancora preparato questo piatto che coniuga alla perfezione il dolce della zucca, la sapidità della salsiccia, l’intensità del pecorino, l’aroma del rosmarino e il profumo pungente dell’aceto balsamico. Questi ingredienti che si richiamano l’un l’altro tra assonanze e contrappunti di sapore, si attraggono irrimediabilmente come la chiappa brama lo schiaffo a mano aperta.

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I Ravioli del giorno dopo, ovvero tutto è migliore con l’aiuto del prodigioso

Di solito, i festeggiamenti genetliaci di divinità mediorientali durante i quali si addobbano le case con festoni pagani per il solstizio invernale, prevedono che ci si riunisca intorno a grandi quantità di carni brasate, in fricassea o in salmì.
Finite le abbondanti libagioni è destino comune degli avanzi quello di giacere in frigorifero fino alla comparsa di una lanugine verdastra prima di essere buttati definitivamente.
Ma lo sapete che il Prodigioso piange quando si spreca del cibo che potrebbe diventare un ottimo ripieno?

 

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Il Prodigioso Passatello Volante


AAAARRRHHHH!! frittelli pirati, si avvicina il periodo dei festeggiamenti della concorrenza quando una grande quantità di manzi, capponi e galline sguazzeranno nell’acqua bollente per regalarci dell’ottimo brodo. Cosa se ne fa un pastafariano tutto d’un pezzo di tanta prelibatezza, mi chiederete voi, come può sfruttarlo al meglio con una delle molteplici incarnazioni del Prodigioso Spaghetto Volante?

Mi rendo conto che durante le festività di altre religioni sarete impegnati a spargere amore, felicità e liquidi corporei su frittelle e frittelli e forse non avrete tempo di preparare piatti elaborati, ma Capitan Rigatone accorre a vostro aiuto, suggerendovi una delle più gustose e riuscite interpretazioni del nostro Sommo: il Passatello

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