01 A - rimodellata

Sbucato dal nulla

“Facciamo un brindisi, ora! Riempite il bicchiere! Anche se l’ombra del destino è sul muro, facciamo un brindisi finale prima che il buio scenda! Riempite il bicchiere!”

 

Le regole base – le caratteristiche fondamentali – del romance, il ‘romanzo rosa’, sono soltanto due: la storia d’amore deve essere centrale nella narrazione, non accessoria, e ci deve essere il lieto fine.

 

In questo senso forse non si può dire che Sbucato dal nulla, di Josh Lanyon, sia esattamente un romance: o per meglio dire sta a voi stabilirlo, dopo la parola fine. Che non c’è. Ma non c’è nemmeno un “vissero felici e contenti” dichiarato.

Con il finale aperto sta solo a voi immaginare che ne sia stato dei protagonisti, dopo l’ultima pagina: se siano sopravvissuti e rientrati nei binari della vita civile nei loro rispettivi paesi, separati da un oceano; se siano invece riusciti a trovare un modo per lavorare insieme – e vivere insieme, magari, nonostante il fatto che quello che fanno, quello che sono, sia illegale; o se siano morti in una fiammata in quella Prima Guerra Mondiale che avevamo chiamato Grande Guerra, prima di vederne una ancora più grande.

Perché è questo il periodo in cui Josh Lanyon ci proietta – un 1916 sul fronte francese in cui l’aviazione britannica perde un pilota al giorno, in cui la vita media dei piloti al fronte è di undici giorni e il titolo di “asso” spetta a chi è sopravvissuto a cinque scontri aerei (e supponendo pari abilità da tutte le parti, è una probabilità su trentadue) e in cui la vita è volare, cercare di sopravvivere, leggere lettere da casa, tentare di dormire, cantare sempre la stessa canzone ogni sera, e piangere i compagni caduti. Piangere, in particolare, ‘quel’ compagno appena caduto – quello con cui hai impiegato mesi per trovare il coraggio di fare qualcosa di più che tenervi semplicemente per mano, quello a cui hai promessi di bruciare le sue poesie, per quanto innocenti siano, se fosse morto prima di te, quello per cui, poche ore dopo che è stato abbattuto, di fronte al ricatto l’impulso non è di pagare ma di sferrare un pugno – decisivo.

A questo punto per Bat, disposto in ugual modo a consegnarsi ai superiori o a piantarsi una pallottola in testa, le cose cambiano di nuovo in pochi istanti con l’intervento dell’americano – strafottente, arrogante, sorprendentemente gentile, a modo suo – e con un altro ricatto, che forse è solo la minaccia di un ricatto, o forse soltanto un modo per lasciarsi finalmente andare, anche solo per qualche minuto, e non pensare al macello quotidiano che sta divorando l’Europa. E soprattutto per accettare finalmente se stesso, e trovare il desiderio di sopravvivere.

 

Autore: Josh Lanyon

Titolo: Sbucato dal nulla

Titolo originale: Out of the blue

Casa Editrice: Triskell Edizioni

Pagine: poche – davvero poche.

Avvertenze: rapporti sessuali (omosessuali) descrittivi – in maniera piuttosto asciutta. Duelli aerei descrittivi – in maniera meno asciutta. Più duelli aerei che rapporti sessuali. E anche di più, in termini di numero di parole. Insomma, se cercavate un porno lasciate perdere.

 

 

 

01 B

Cowboy, ricordando, continuò: “Ho pensato che fossi carino come un puledro appena nato.”

“Carino?” Bat era davvero allibito.

“Certo. Alto e silenzioso e un po’ timido.”

“Timido?”

“Beh, ho scambiato la tua naturale inibizione inglese per qualcos’altro.”

 

 

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