RITI MAGICI E RITI DI INIZIAZIONE

Comunione        Maggio è mese di riti magici e di iniziazione per alcune delle religioni obsolete, una in particolare. Il legame di appartenenza imposto alla nascita ad una inerme ed incosciente piccola creatura viene rafforzato più o meno coscientemente attraverso un nuovo rito magico, un rito direi di ri-iniziazione.

        Un esercito di ragazzini e ragazzine di età intorno ai 10 anni viene indottrinato attraverso veri e propri seminari di durata variabile (qualcuno si spinge addirittura a superare i due anni) che, con cadenze settimanali, li spingono sempre più verso una credenza che, altrimenti, naturalmente non apparterrebbe loro.

     La riuscita dell’operazione indottrinamento è assicurata dall’aspetto rassicurante e “normalizzante” che ogni credo religioso riveste per i fedeli in quanto spesso ha una enorme diffusione presso amici e soprattutto parenti prossimi, genitori in primo luogo. Genitori che, va detto, spesso hanno subìto lo stesso destino dal battesimo sino al matrimonio concordatario senza che mai alcun dubbio di legittimità abbia colpito le loro coscienze. Insomma io ho fede perché i miei genitori, i miei zii, i miei cuginetti e i miei amici sono stati, come me e/o prima di me, indottrinati e l’istituzione religiosa non ha mancato di farmi ricordare la mia fede e farmi rinnovare l’appartenenza religiosa attraverso i suoi riti magici.

     La prima violenza del battesimo viene insomma riproposta, con aumentata forza grazie al catechismo imposto, con la comunione prima e con la cresima poi.

     Per quanto poi ci sforziamo di credere di vivere in uno stato laico, interviene anche un’altra istituzione ad aiutare le religioni obsolete a continuare a fare proseliti: la scuola. Anche la scuola partecipa attivamente alla celebrazione dei riti magici reiterando e facendo interpretare a degli ignari studenti anche molto piccoli (a 3-4 anni inizia l’asilo) anno dopo anno canti e commedie che rievocano questa o quella storiella riportata nei libri obsoleti.

     Il lettore meno attento potrebbe obiettare che, sì, la scuola pubblica è laica ed infatti lascia ai genitori la libertà di scegliere il non insegnamento della religione (cattolica). Vero, peccato però che spesso molte rappresentazioni teatrali e canore sono organizzate durante l’orario di lezione non tanto dall’insegnante di religione quanto dalla stessa insegnante “ordinaria”. Ma questa è un altra storia di cui scriverò in seguito.

     In una società basata sui consumi, poi, vi è un ulteriore aspetto da non sottovalutare.

    Pensi il lettore a quanto marketing gira attorno ai riti magici delle religioni obsolete: ristoratori, produttori e commercianti di confetti e abiti da cerimonia, fotografi e pasticceri perderebbero una importante fetta dei loro introiti senza i consumi generati da cresime, comunioni, battesimi celebrati con enorme dispendio di quattrini e con buona pace dei valori di umiltà tanto decantati.

     Sarà forse perché il nome “maggio” rievoca la parola “magico” che in questo mese si concentrano la maggior parte dei riti delle religioni obsolete?

Ramen!

Capitan anelletto col forno

Palermo

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