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Richiamo All’Arrembaggio

Cari tutti: pirati, non pirati, pastafariani, atei, pastafariani-multimonoteisti, simpatizzanti, simpatizzanti laici, simpatizzanti laidi.

Il nostro presente peggiora man mano che il futuro gli cede il posto e l’intolleranza a qualsiasi comportamento “fuori dal coro” diventa un serio problema.
Siamo attaccati da una sibilante schiera di subdoli esseri che vivono nelle pieghe più oscure della società, e che da questi luoghi tristi e lugubri lanciano in superficie, nella realtà dove viviamo noi, costanti e tenaci attacchi contro la libertà delle persone. Inventano teorie, spargono paure, amplificano bisbigli di corridoio. Il loro agire è sempre ben meditato. Sfruttano il timore per creare inimicizie tra sconosciuti e ci riescono alla grande.
Come gli sciacalli mangiano gli scarti e le carcasse, costoro si nutrono della diffidenza, dell’ignoranza, conoscono i punti deboli e sanno colpirli con una preoccupante precisione chirurgica.
Talmente chirurgica che oggi, nei consigli comunali e nei palazzi del Governo, si parla come se fosse qualcosa di esistente delle “teorie gender”, per esempio.
L’omofobia, la xenofobia, il razzismo e tutte le ideologie che allontanano le persone hanno origine da questi luoghi tristi abitati da queste persone tristi.

E noi Pirati cosa possiamo fare?
Ovviamente quello che sappiamo fare meglio, cioè ANDARE ALL’ARREMBAGGIO!

Nelle prossime settimane la Chiesa Pastafariana Italiana invita tutti i Pirati, Pastafariani e non, a insorgere contro il grigiore.

Scendiamo nelle piazze delle nostre città per mangiare Tagliatelle tutti assieme, in ricordo del bel passato in cui i Porti erano luoghi di scambio di merci e cultura.
Riprendiamoci gli spazi abbandonati, le strade, i vicoli.
Scendiamo a portare i colori dei nostri Scolapasta, dei nostri Sacri Paramenti, dei nostri Galeoni.
Andiamo a cantare in giro perché cantare è bello.
Mostriamo a tutti che la Vita la si protegge non solo prima dell’uscita dall’utero materno e dopo la morte, che c’è anche qualcosa tra questi due estremi momenti e che quel qualcosa ci appartiene e ce lo gestiamo noi.
Portiamo la gioja e l’allegria del Prodigioso che ancora una volta ci sfiora con i suoi voluttuosi Tentacoli.
Andiamo e presentiamoci a chi non conosciamo, facciamo nuove amicizie, rispondiamo rumoreggiando che noi non solo vogliamo una società libera e allegra, ma la facciamo con le nostre mani e con i nostri uncini.

Essere Pastafariani è importante e facile.
È facile perché il Prodigioso ci ha chiesto standard morali sottili come le migliori crespelle.
È importante perché noi mettiamo davanti alla nostra società uno specchio molto lucido, nel quale ognuno è libero di guardarsi senza pregiudizi.
Lo specchio del Pastafarianesimo che chiede di essere riconosciuto dallo Stato nel nome del diritto per cui sono riconosciuti i discendenti di un uomo che parlò con un cespuglio ardente. E costoro oggi possono deviare e controllare le politiche sociali, sanitarie, dell’informazione e dell’istruzione.
Quel diritto ci chiediamo perché ci sia, e lo vogliamo anche noi.
Lo specchio del Pastafarianesimo che chiede di poter decidere chi può e non può sposarsi, sempre nel nome del fatto che possono farlo gli altri.
Lo specchio del Pastafarianesimo che vuole bandire dalle scuole i libri che parlano bene dei Pinguini, animali immondi, sempre nel nome di quel diritto che pare essere solo di alcuni, chissà perché.

Cari integralisti di altri culti e religioni obsolete, voi che vi divertite a manovrare la realtà: noi Pastafariani siamo la vostra nemesi e siamo belli, colorati e allegri molto più di voi.
Per questo motivo il vostro tempo sta per finire: gli arrembaggi non si fermeranno e presto dovrete abbandonare la vostra nave, che affonderà sotto il peso della vostra stessa tristezza.

Compratevi un salvagente! O dei braccioli a paperella!

Nel nome del Prodigioso Spaghetto Volante, della libertà, dei colori, della felicità, della gioia, dell’allegria, dell’amore, e della Pasta, ci vediamo nei prossimi weekend.
Non ci arrenderemo.

Fino alla penultima Tagliatella, fino al penultimo Tortellino.

Perché magari dopo avremo ancora fame, e non potremo certo trovarci senza più nulla da mangiare.

RAmen.

Capitan Pastelli, AKA Alfredo Fettuccini, Frescovo Quadrumviro della Spanta Città di Pastavium.

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