Lettera aperta ai cattolici italiani (ma non solo)

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L’autore dell’articolo in Irlanda, mentre sorride alla nebbiosa miseria dell’ingiustizia

 

“Quando un cieco guida un altro cieco, cadranno entrambi in un fosso!” (Vangelo di Matteo, 14, 15)

Per molti pirati di tutto il mondo, questi sono stati giorni di baldoria, perché dopo l’indipendenza e il primato nel mercato delle stout, il paese più fradicio del mondo ha conquistato un ennesimo traguardo: le nozze LGBT sono adesso una realtà in Irlanda, che va a chiudere di verde quel pezzo d’Europa che dalla Francia alla Finlandia, con l’unica esclusione dell’Italia, tra matrimoni e unioni civili, permette alla famiglia pastafariana tradizionale di veder riconosciuto dallo stato l’amore che ne lega i consorti – ma anche il diritto ad assistere il moglio malato, alla potestà sui figli, al conto in banca condiviso e al filmino della notte di nozze da mostrare agli amici.

Una battaglia, quella dei diritti LGBT, che la CPI ha intrapreso con forza e risolutezza, insieme al diritto alla libertà religiosa, alla ricerca scientifica, al sesso libero, alla birra libera, alla cultura libera, all’affrancazione dalle imposizioni morali, e ad un sacco di altre cose inutili che non interessano a nessun altro ma che a quanto pare ledono la santa persona di 60 milioni di bigotti della penisola: almeno questo emerge dalla dichiarazione che il cardinale Pietro Parolin ha rilasciato a nome della santa sede, che cito confidando che la grammatica delle sue parole sia stata travisata dalla stampa: “Sono rimasto molto triste per questo risultato, la Chiesa deve tener conto di questa realtà, ma nel senso di rafforzare il suo impegno per l’evangelizzazione. Credo che non si può parlare solo di una sconfitta dei principi cristiani, ma di una sconfitta per l’umanità”.

Sua eminenza il cardinale, mentre si finge democratico
Sua eminenza il cardinale, mentre si finge democratico

Siccome quando si parla di libertà tutto è relativo e c’è sempre un idiota con una sua versione in cui alcuni sono meglio di altri, taglio la testa al toro con una definizione a prova di macaco: libertà è quella cosa che hai, e che finisce dove inizia quella dell’altro. Libertà è quella cosa che ho se ce l’hanno tutti. E se hai bisogno che ti spieghi perché il papa dovrebbe andarsi a fare un giro, con la sua auto blindata e con la sua benzina pagata da me, puoi anche cliccare su “indietro” e tornare a leggere il blog di Adinolfi.

Spesso sento dire che è vero, a volte alcuni vertici del vaticano sono un po’ arretrati, ma che in fondo la chiesa sta attraversando un grosso rinnovamento, che ci sono molti fedeli con idee moderne, che il messaggio cattolico rimane comunque buono e puro e che sono tanto bravi e belli.
Ma quando un cardinale rilascia una dichiarazione del genere, voi miliardi di persone che vi definite non religiosi, non cristiani, ma CATTOLICI, e che continuate a dare l’8×1000 a questi signori, gli affidate i vostri figli ogni settimana perché vengano educati ai loro valori, date loro il diritto a mettere mano e bocca su tutto, a riempire di simboli aule, cime montuose e crocicchi, a insegnare nelle scuole, a dare aria alla bocca ogni volta che lo desiderino su tutti i media di massa, beh, sappiate che siete responsabili in prima persona per le loro scelte. Sappiate che quando la vita intera di milioni di persone viene privata del diritto basilare alla famiglia ed alla ricerca della felicità, quando la gente viene discriminata ed isolata, quando le donne vengono bistrattate e vituperate, quando il sesso diventa una pericolosa vergogna, quando il senso civico viene confuso con la beneficenza, quando i più ricchi proprietari immobiliari del paese non pagano le tasse, VOI SIETE RESPONSABILI.

Non me ne frega un cazzo se Gesù ha detto belle cose: le avete scordate.
Non me ne frega un cazzo se alcuni preti hanno fatto del bene: lo fanno anche i laici, senza la boria di chi sta facendo un favore al mondo, e con soldi propri, non con i miei.
Non me ne frega un cazzo se siete brave signore benpensanti, per me siete solo delle bigotte con la segatura nel cervello, miliardi di formichine che ogni giorno scarrozzano per i quartieri con i capelli cotonati e le vestagliette a fiori, pronte a sorridere o a giudicare il prossimo come se foste depositarie della verità.
Sono pastafariano da 8 mesi, e ho imparato di più sulla tolleranza, sull’amore e sulla cittadinanza responsabile da un branco di pirati alcolizzati con lo scolapasta in testa, che da una vita intera di educazione cristiana.


 

Qui di seguito, la dichiarazione rilasciata da Capitan Pastelli, il frescovo di Pastavium, giunta stamani in redazione:

“Io vedo una sconfitta per l’Umanità nella vendita di armi, nello sfruttamento del territorio, nell’emarginazione, nella ghettizzazione, nel pregiudizio, nella creazione di un nemico a tutti i costi, nella non accettazione degli altri, nel convincere le masse che c’è sempre qualcosa che le minaccia e che quel qualcosa non dipende assolutamente da loro.
Vedo una sconfitta per l’Umanità nell’incapacità di gestire i flussi migratori, nell’ancor più rivoltante non volontà di affrontarne le cause, nel razzismo, nell’odio dei “diversi”, dei “devianti”.
Vedo sconfitte per l’Umanità un po’ ovunque ultimamente.
Le annuso nel provincialismo, nel campanilismo, nei giornali, nella televisione.
Sento puzza di sconfitta per l’Umanità nei benpensanti, in tutti quelli che vogliono marchiare a fuoco chi è diverso da loro per poterlo esporre alla pubblica gogna.
Purtroppo per voi, il vostro silenzio vi rende complici oggi dell’emarginazione e dell’offesa ad un gruppo di persone che non vi hanno fatto niente di male (per non parlare dell’arretratezza della nostra povera Patria, sì bella e perduta).
Io ho una sola cosa da dire: per fortuna per pregare basta un Dio a cui rivolgersi e non serve per forza una Chiesa.
Con tutto il rispetto del mondo nei confronti della vostra Fede, che non mi interessa giudicare, vi imploro di iniziare a cambiare la realtà che la circonda. Perché quella riguarda anche me ed io non sono interessato a vivere in un mondo gestito da una morale che non mi appartiene, esattamente come voi non siete interessati a vivere secondo la mia.
Fatevi la vostra vita, sposatevi con chi vi pare, fate o non fate figli ma imparate a smettere di dire agli altri quello che possono o non possono permettersi.
Solidarietà a tutti gli amici discriminati da questo o quel maestro di morale.”

Il Frescovo della  Chiesa Pastafariana di Pastavium e Provincia col resto dello staff.
Il Frescovo della Chiesa Pastafariana di Pastavium e Provincia col resto dello staff.
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