Per il diritto di avere la foto sulla carta d’identità con il Sacro Copricapo pastafariano

ROMA — La lotta per ottenere anche in Italia il diritto di avere sul documnento la foto con il Sacro Copricao pastafariano va avanti e si arricchisce di nuovi elementi e nuove iniziative.Stiamo studiando questo caso accaduto a Cuneo e preparando un’azione a Roma dove un nostro adepto, accompagnato da alcuni Ministri di Culto della Chiesa Pastafariana Italiana oltre che da giornalisti e fotografi dell’Osservatore Pastafariano (rivista pastafariana) farà richiesta di una nuova carta d’identità e presenterà una foto con il Sacro Copricapo.

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Questo il punto della situazione per il caso di Cuneo che viene spiegata a grandi linee in questo articolo di giornale.

Il comune di Cuneo, pur rifiutando di rilasciare la carta d’identità con il Sacro Copricapo, ha iviato domanda ufficiale al Prefetto.

La questione arriva fino al Ministero Dell’Interno che risponde al Comune di Cuneo e questo a sua volta al nostro adepto:

Con riferimento alla precorsa corrispondenza Le comunico che il Ministero dell’Interno – interessato alla risoluzione del “quesìto” da parte della Prefettura di Cuneo – NON ha espresso parere favorevole.

Il predetto Dicastero non ritiene ravvisabili esigenze di culto prevalenti sulle ordinarie esigenze di ordine e di sicurezza pubblica tutelate dall’art. 289 – 5° comma – del regolamento del testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza di cui al R.D. 06.05.1940 n. 635 e dalla Circolare della Direzione Generale dell’Amministrazione Civile del 14.03.1995 n. 4

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Per capire la risposta e quindi rispondere, serve un avvocato, che è stato contattato dalla nostra associazione pastafariana, vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

Al Zarkawi

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9 thoughts on “Per il diritto di avere la foto sulla carta d’identità con il Sacro Copricapo pastafariano

  1. Fate in fretta… Io devo rifare la C.I. e vorrei proprio avere il sacro copricapo nella foto.
    Ramen!

  2. Ipocriti e arroganti: in questo caso le esigenze di culto NON erano contrastanti o limitanti le “esigenze di ordine e sicurezza pubblica”!
    Ovvero, se davvero lo erano, esattamente in cosa lo contrastavano o limitavano?
    Spero che l’avvocato che si occuperà di questo caso sappia impugnare il “vaticinio” del “superiore ministero” e citare in giudizio lo stesso per danni morali e atteggiamento razzista nei confronti del credente pastafariano ritorcendo contro il ministero la sua stessa leggerezza e arroganza.
    E ricordo a me stesso e a tutti che l’indipendenza degli Stati Uniti d’America iniziò rifiutando di bere il the inglese …!

  3. Egregi Concittadini,
    ho appreso “navigando” sulla Rete Informatica la notizia del rifiuto (da parte di un Ufficio Anagrafe) di applicare su Documento di Identità la fotografia di persona ritratta col capo coperto per motivi “religiosi”. Questione solo apparentemente secondaria o banale, in realtà molto, molto seria. Conosco assai bene il tema, essendo protagonista di un caso analogo a Torino. Caso che, almeno fino a ora, non è finito sui mezzi di informazione. Esso caso è, tuttavia, finito alla Procura della Repubblica -in base a mia circostanziata denuncia- in quanto il rifiuto da parte dell’Anagrafe di applicare fotografia come sopra, implica la contestazione dei reati di RIFIUTO DI ATTI DI UFFICIO, ABUSO DI UFFICIO e DISCRIMINAZIONE SOGGETTIVA BASATA SU FUTILI MOTIVI.
    Sono disponibile a fornirVi tutti gli atti e documenti relativi a questa vicenda, complessa ma chiara e tutt’ora in evoluzione, allo scopo di difendere le Libertà individuali. Attendo Vostro gradito riscontro. Cordiali saluti. GM

  4. Lancio ancora questa breve nota per confermare il mio indirizzo di posta elettronica, che nel precedente messaggio ho per distrazione scritto mancante di una lettera.
    A presto. GM

  5. Egregi Signori,
    ho appreso “navigando” sulla Rete Informatica la notizia del rifiuto (da parte di un Ufficio Anagrafe) di applicare su Documento di Identità la fotografia di persona ritratta col capo coperto per motivi “religiosi”. Questione solo apparentemente secondaria o banale, in realtà molto, molto seria. Conosco assai bene il tema, essendo protagonista di un analogo caso a Torino. Caso che, almeno fino a ora, non è finito sui mezzi di informazione. Esso caso è, tuttavia, finito alla Procura della Repubblica -in base a mia circostanziata denuncia- in quanto il rifiuto da parte dell’Anagrafe di applicare fotografia come sopra, implica la contestazione dei reati di: RIFIUTO DI ATTI DI UFFICIO, ABUSO DI UFFICIO e DISCRIMINAZIONE SOGGETTIVA BASATA SU FUTILI MOTIVI.
    Sono disponibile a fornirVi tutti gli atti e documenti relativi a questa vicenda, complessa ma chiara, tutt’ora in evoluzione, allo scopo di difendere le Libertà individuali. Attendo Vostro gradito riscontro. Cordiali saluti. GM

  6. Ciao a tutti i frittelli che leggono l’articolo: son passati 2 anni dal rifiuto qui riportato…ci sono novità? Devo rinnovare la CI ed ovviamente pretendo il mio copricapo di culto in foto, sto cercando testimonianze e documenti a supporto

  7. Beverendo Padre grazie della risposta, in realtà forse qualcosa si smuove 🙂 il Beverendo Gnocchetto Shardana, Frescovo dell’Area Pasta Romagna, mi ha spiegato che un confrittello l’ha ottenuta. Nutro speranze, appena avrò notizie scriverò qui

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