Pastarianofobia a Livorno

Le Tagliatelle in Piedi non sono una contro-manifestazione alle Sentinelle in Piedi.

Vorrei sottolineare questo dettaglio perché troppo spesso i pastafariani vengono visti come “una presa in giro” di altre religioni e altre manifestazioni. Capisco la mania di protagonismo ma, cari cattolici, non siete così importanti.

Ammetto che le Tagliatelle in Piedi hanno un modo di agire simile a quello delle sentinelle, ma vi assicuro che è solo una terribile coincidenza. Ci disponiamo in file e mangiamo della pasta fatta in casa, con toni gioiosi ed allegri, promuovendo la difesa della famiglia tradizionale pastafariana, composta da n persone di x sesso dove ciò che conta è l’amore.

Perché quindi questa pastarianofobia? Perché accanirsi contro di noi? Noi lo abbiamo mai fatto? Vi abbiamo mai disturbato? Abbiamo mai usato violenza? Nessun pastafariano ha mai offeso i simboli sacri di nessuna religione, perché allora a Livorno sono stati tirati sassi all’interno della pentola di pasta, il nostro simbolo sacro?

Forse perché la tanto predicata tolleranza e amore per voi sono solo parole, usate per mascherare un concetto molto più radicato: viva l’amore (ma quello che diciamo noi), viva la famiglia (ma quella che diciamo noi), viva la tolleranza (ma solo quando rivolta verso di noi).

Ecco cosa è successo a Livorno durante la Teglia di Preghiera, lo racconta Chiara Sandokan, Frescova di Livorno:

image (6)Domenica 27 Settembre alle 21.00, a distanza di un anno, sono tornati nello stesso posto, la Terrazza Mascagni di Livorno, per una veglia in favore della “famiglia tradizionale” gli attivisti del movimento “La Manif Pour Tous”. Già la prima volta, il 14 Settembre 2014, Livorno non fu impreparata e accolse i veglianti con un presidio di circa 400 persone poi proseguito da un corteo.

Ma quest’anno, se anche con poco preavviso, c’eravamo anche noi, le Tagliatelle in Piedi della Pannocchia Livornese, ammetto non molti pirati, ma abbastanza a quanto pare da sgomentare tutti i veglianti.

Ci siamo ritrovati alle 21.00 insieme alle altre associazioni che avevano aderito alla contromanifestazione alla Baracchina Bianca, che per chi non la conosce, è a circa 700 metri dal punto dove si trovavano quelli della Manif. Tra noi e loro, una marea di poliziotti, agenti della Digos in borghese, e carabinieri, impossibile passare.

A questo punto, io e il mio manipolo di pirati, abbiamo deciso di aggirare la polizia allungando un po’ il percorso per arrivare esattamente alla Terrazza.

Arrivati ci siamo disposti vicino a loro, questi ancora non avendo capito chi fossimo ci guardavano con sospetto facendo risaltare la loro fantomatica espressione che spesso si ritrovano sul volto da “Non sto capendo un accidente ma tanto non lo faccio mai”, ma nel momento in cui abbiamo aperto lo striscione con scritto “Chiesa Pastafariana Italiana – Tagliatelle In Piedi” sono scattati sull’attenti, e mentre iniziavo a distribuire la nostra sacra Pasta, sono venuti a parlarci.

image (7)Ad essere più precisi ad urlare, proprio così, si sono mossi quasi tutti dalle loro sante postazioni per venirci a urlare contro che dovevamo andarcene perché la piazza era loro.

Noi abbiamo provato gentilmente ad offrire della Pasta, ma loro in tutta risposta, ci hanno tirato dei sassi dentro, oppure hanno addirittura preso il piatto e provato a ritirarcelo addosso, ma io con prontezza ho salvato il sacro contenuto prendendolo al volo con il recipiente, il Prodigioso deve essermi venuto in soccorso in questo difficile salvataggio.

Abbiamo anche provato a spiegare che noi, come loro, eravamo lì a vegliare, a modo nostro, per la famiglia tradizionale Pastafariana, ma non hanno sentito scuse continuando a gridarci contro, in 311tlplparticolare un tizio con il megafono, arrivando pure a mosse semi violente, come quella già citata del tiro del piatto. Dopo una decina di minuti però la Digos si è fatta sentire: il responsabile di Livorno in persona ci ha minacciato di denuncia, iniziando già a chiedere i documenti, a questo punto ho dovuto scegliere di salvare la mia ciurma prendendo la nostra roba e avviandoci al punto di partenza dove ci aspettavano gli altri manifestanti.

In conclusione devo dire che, per quanto mia mamma e molti miei avi sono stati insultati quella sera (chissà come gli fischiavano le orecchie), è stata una bella serata. Ho finalmente conosciuto una buona parte della mia ciurma: devo ammettere che è bellissima e i pirati sono già pronti per una prossima riunione e ricevere il pastezzo. Ho convertito qualche poliziotto che ci guardava e moltissime altre persone che mi hanno in seguito fatto domande sul Pastafarianesimo in generale. L’unico rimpianto è stato quello della pasta ormai piena di sassi, ma come ha detto domenica sera un mio mozzo, a noi la pasta piace anche allo Scoglio.

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