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Quando il tricolore si fa verde basilico, bianco pasta e rosso pomodoro

Esistono date che entrano nella storia con forza, prepotenza e purtroppo, a volte, anche con violenza. Altre invece che vi scivolano dentro, quasi di soppiatto e con passo ovattato.

Sabato 13 maggio 2017 è stata una data storica per questo Paese e per i cittadini che lo abitano, uno di quei momenti che segnano un giro di boa sconosciuto però ai più, una data importante per la libertà delle persone: la libertà di dichiarare il proprio amore e il proprio credo religioso a piena voce e alla luce del sole.

Quando questi, solo in apparenza, timidi appuntamenti con la storia avvengono in pochi riescono a coglierne appieno la portata. Nel 1797, il 7 gennaio alle ore 11 solo un centinaio di persone in quel di Reggio Emilia assistettero alla nascita e al primo sventolio di quel tricolore verde, bianco e rosso che oggi conosciamo come bandiera italiana.

pasta6bImmaginate quindi quale è stata l’emozione delle persone che sabato scorso, 220 anni dopo quella data hanno partecipato ad un altro evento storico in quella medesima “Sala del Tricolore”.

Quel giorno, in quello stesso luogo infatti si è celebrato il matrimonio con rito civile di Andrea Sommani e Alessio Conti. Due giovani decisi ad unirsi non solo però di fronte al loro Paese, ma anche di fronte al loro dio: il Prodigioso Spaghetto Volante della Chiesa Pastafariana. (altro…)

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Salmoni Pastafariani: 2 – Il Galeone pendente



resized-dscf2104Di buon mattino i due Pirati salparono dalla prima isola poichè il richiamo dell’avventura era forte.

Così, mentre governavano il Galeone, intonarono una canzone da taverna (il contributo all’upwelling, sapete) e cercarono un buon luogo di culto in cui pregare.
Alla maniera Pastafariana, si intende. Cioè una locanda con cucina, ben fornita di spaghetti e di birra in qualche atollo amichevole.

Mentre erano in mare videro in lontananza le vele di una nave e decisero di avvicinarcisi per salutarla.
Dopotutto non bisogna dimenticare le buone maniere, nemmeno se si è in pieno Oceano.
Magari ci potrebbero essere degli amici da salutare. O magari hanno bisogno di un aiuto.

Così, appena furono a giusta distanza, cominciarono a chiamarli:
“Ahrr, della nave!”
“Ahrr, heilà!”
Salutarono i due pirati, ma sapete cosa successe invece? Che dalla navi si sentirono urla allarmate:
“I pirati! I pirati! Aiut! Aiut! Salviamoci la pellaccia!”
Incredibilmente, le figure a bordo, spaventate dagli “Ahrr” e dall’aspetto piratesco dei due Pirati, cominciarono a calare in acqua una scialuppa, ci montarono dentro e:
“Sciaff, sciaff!””
Cominciarono velocemente a remare ed allontanarsi, finchè non diventarono un puntino all’orizzonte.

Buon Pirata ed il suo amico si guardarono sbigottiti, ma continuarono ad avvicinarsi alla nave ormai senza equipaggio.
Perchè mai erano fuggiti così di corsa? Mica volevano fargli del male, anzi: avevano tutte le più buone intenzioni di presentarsi con garbo.
Anche perchè il Prodigioso dice che preferisce non si opprima o si uccida proprio nessuno, e nemmeno essere meschini.
E i due Pirati ci tenevano molto ad onorare il secondo Condimento.

Fattostà che salirono a bordo della nave vuota. C’era la cabina del capitano, vuota. Le cabine con le amache, vuote. La cucina, vuota. Anzi, no: in cucina c’era ancora la zuppa calda e le scodelle pronte, così ne aproffittarono per pregare e gustarsi una bella merenda.
Naturalmente non era una barca che trasportava oro o pietre preziose, ma nella stiva fecero una scoperta piuttosto interessante: barili e barili con dentro lunghe collane di salcicce di tutti i tipi e dimensioni!

Non ci pensarono due volte, trasportarono tutti i barili nel Galeone. Mica potevano lasciarli là a prendere umido! O, peggio ancora, ad essere mangiati dai pesci!

Poi abbandonarono la nave al suo destino, e continuarono il viaggio.

Ad un certo punto, attraversato un banco di nebbia, intravidero un’isola, o così almeno sembrava.
Avvicinandosi di più videro invece che era un enorme Galeone color della nebbia che lo avvolgeva, con tante casette costruite sul ponte.
Era arenato sulla sabbia e inclinato, tanto da far temere che dovesse rovesciarsi da un momento all’altro.

“Ahrr” chiamarono i nostri Pirati dalla loro nave, mentre piano piano si avvicinavano, per paura delle secche. E sperarono che almeno questi non scappassero.
“Ahrr a voi, frittelli!” rispose una voce dal Galeone Grigio, quindi salirono a bordo per presentarsi, salutarono e parlarono col pirata che li aveva salutati per primo, che volle spiegargli la loro storia:

“Noi abitiamo questo Galeone che è fermo da anni, ma una volta navigavamo i mari in cerca di avventure. Un brutto giorno, avvicinandoci ad un isola, dove atterravano dei mostruosi esseri volanti, venimmo attaccati dalle canoe dei terribili HareKrisna!

A stento siamo riusciti a salvarci, e solo perchè trovammo un banco di nebbia perenne che ci nascose all’inseguimento. Purtroppo ci arenammo subito dopo e non ci siamo più mossi da quel dì.

Nascosti qua dalla bruma, cominciammo a metter su famiglia, costruire sopra la nave delle casette e coltivare un orticello sulla terraferma della piccolissima isola. Ma ora la nave si sta inclinando sempre più, non è più stabile e il pericolo di capottarci è sopra i nostri tricorni. Potreste aiutarci?”

“Certo” rispose Buon Pirata “avete delle catene? No? E corda? Nemmeno?”
Buon Pirata si grattò la zucca con l’uncino per farsi venire qualche idea, e … vedete come il Prodigioso ci ha fornito del pensiero? Dovremmo sempre farne buon uso.
“Ho trovato!” esclamò “Legheremo assieme tutte le salcicce che trovammo nei barili della nave abbandonata. Presto, datemi una mano!”

Ogni marinaio si industriò per il lavoro: trasportarono le botti fuori dalla stiva e cominciarono ad imbastire una cima … di salcicce.
Una volta finita Buon Pirata ad un capo di quella bizzarra corda formò un lazo, lo lanciò ed accalappiò la punta dell’albero maestro del Galeone Grigio.
L’altro capo lo assicurò alla sua nave e, sfruttando il vento favorevole, riuscì a tirare tanto da raddrizzare il grande bastimento arenato, che risulto più stabile anche di prima.

Non vi dico l’esultanza dei Pirat* tutti. E fu preghiera unica sino al mattino. Naturalmente a spaghetti e birra.
Il Pirat* che richiese l’aiuto, colmo di gioia, si dichiarò disposto per gratitudine a passare nella ciurma di Buon Pirata con la sua famiglia. Ora in quattro la nave si sarebbe governata molto meglio.

E quelli che rimasero nel Galeone Grigio verniciarono le casette e tutto il resto della nave con tutti i colori possibili, in onore ai vestiti sgargianti e rilucenti di Buon pirata e del suo amico, che da quel dì fu chiamato Galeone Arcobaleno!
E’ uno spettacolo vederlo ancora oggi quando ci si avvicina uscendo dalla nebbia.

E da quel giorno si disse: “Non importa quanto bisogno hai, ma se vuoi aiuto lo troverai in un* Pirat*, o almeno nelle sue salcicce.”

RAmen.

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Anche nello sport il Pastafarianesimo avanza spedito

Riceviamo da un componente dei Prodigiosi Spaghetti Volanti e volentieri pubblichiamo.

 

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IL VERO SPORTIVO SI DISSETA CON LA BIRRA!”

Il Prodigioso, la scienza e… la “drinking culture” dell’Arsenal.

(di Dario TestadiLattuga Mameli)

“Il vero sportivo si disseta con la birra!”

Proprio partendo da questa affermazione il Prodigioso decise di costituire una squadra di pallavolo, I Prodigiosi Spaghetti Volanti.

Non deve essere stato facile per lui trovare dei giocatori bravi e allo stesso tempo accaniti bevitori. Infatti, si concentrò maggiormente su questa seconda qualità e creò una squadra con delle imperfezioni pallavolistiche. Giusto così! Non dimentichiamo che in preda ad una marcata intossicazione alcolica ha creato un mondo imperfetto.

Dovrebbe bastare questo per capire il forte legame che esiste tra la birra e lo sport. Purtroppo però nel nostro mondo esistono i razionali e gli scettici, coloro insomma che non si fidando del Prodigioso e che sono sempre alla ricerca di qualcosa di scientifico e/o medico.

A queste persone bisogna ricordare che la birra è un prodotto naturale, la bevanda naturale più povera di contenuto calorico (dato che qualsiasi spremuta di frutta, a eccezione del succo di limone, ne ha uno maggiore). Inoltre è costituita per il 92% d’acqua, contiene proteine (facilmente assimilabili, trattandosi in massima parte di peptidi e amminoacidi), sali minerali (potassio, fondamentale per l’equilibrio sodio/potassio; fosforo, particolarmente importante per gli sportivi e per l’equilibrio dietetico calcio/fosforo; magnesio, importante per l’attività muscolare; zinco, importante nell’azione di molti enzimi fra cui le varie deidrogenasi, che aiutano il fegato nell’eliminazione delle tossine; selenio, che permette una migliore ossigenazione dei tessuti periferici), vitamine del complesso B, polifenoli, antociani.

Il Prodigioso, la scienza e… la “drinking culture” dell’Arsenal. Un racconto di Ray Parlour, tratto da Football is NOT Ballet:

«Eravamo in trasferta ad Anfield. Ero un giovane, destinato alla tribuna con altri 6-7 compagni.
Prima della partita siamo andati a bere nella lounge della Carlsberg. Birra gratis, non male. Avevo già bevuto 4 pinte quando, 10 minuti prima della partita, il vice-allenatore Stewart Houston è venuto a cercarmi.
“C’è stato un infortunio nel riscaldamento, scendi e cambiati”, mi ordinò.
Mi sono cambiato e mi sono accomodato in panchina, puzzando di alcol. A 20 minuti dalla fine, l’allenatore George Graham mi ha ordinato di scaldarmi e di entrare.
Quel giorno, ho giocato bene e ho anche fatto un assist. Ma l’allenatore mi ha comunque multato due settimane di stipendio, per essere sceso in campo mezzo ubriaco».

Beh, anche a me è capitato di bere qualche birra prima di giocare con i Prodigiosi Spaghetti Volanti, ricordo ancora quelle tre 0.50 bevute solamente mezz’ora prima della partita, giocata bene e vinta.

Ahrrr!

Bibliografia:

FARE&CONOSCERE LA BIRRA, Giunti Editore

Football is NOT Ballet

La squadra dei Prodigiosi Spaghetti Volanti

 

 

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Un’accusa di blasfemia in Irlanda

Stephen Fry accusato di blasfemia dopo commenti su dio

6 maggio 2017

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Stephen Fry a Londra nel 2016

La polizia irlandese ha avviato un’inchiesta per le accuse di blasfemia fatte da uno spettatore di un programma TV contro Stephen Fry.

Sembra che la polizia stia cercando di capire se i commenti fatti dal comico inglese sul canale RTE nel 2015 (qui il video) possano costituire un reato secondo il “Defamation Act” irlandese. Durante la trasmissione, Fry aveva chiesto perché dovrebbe “rispettare un dio capriccioso, malvagio e stupido che crea un mondo […] pieno di ingiustizia”. Il comico ha poi specificato che la sua affermazione non “era offensiva nei confronti di una religione in particolare”.

Secondo un reportage del quotidiano Irish Independent, dall’entrata in vigore della legge nel 2009 i tribunali non avrebbero discusso nessun caso di blasfemia in pubblico. Inoltre, è “molto improbabile” che sarà avviata un’azione legale nei confronti di Stephen Fry. (altro…)

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Salmoni Pastafariani: 1 – Buon Pirata salpa verso la prima avventura

barpennedizioneA quel tempo Buon Pirata era inquieto.
Non che gli mancasse la pasta e la birra, per carità; ne era ben fornito, anzi.
Eppure si sentiva un devoto Pirata, e stava attento a rispettare gli Otto Io Preferirei Davvero che Tu Evitassi. Dove abitava non credevano alla spaghettosa bontà del Prodigioso, ma lui stava attento a non infrangere il primo condimento e comportarsi come un asino bigotto.
In verità si sentiva incompleto, come se gli mancasse un’altra gamba o un altro occhio.

Passeggiò fino alla rada, dove riposava nell’acqua calma il suo Galeone.
Guardò a lungo gli alberi senza vele della nave. Poi salì a bordo, fin sul cassero di prua, e poi verso quello di poppa, prendendo in mano la ruota del timone.
Gli sovvennero le avventure passate, i mari solcati e le isole visitate.
Ricordò le Casse del Tesoro che nascose alle grinfie dei temibili Hare Krisna, e … sospirò: il Governatore di Maracaibo.
La sua immagine gli si parò davanti, vivida, come fosse là in carne ed ossa. E loro due avevano un certo conto in sospeso.

Improvvisamente sentì il sugo scorrergli nelle arterie, e fu luce:
“Arremberò, ecco ciò che farò! Cercherò una ciurma, locande in cui pregare e arriverò a Maracaibo!”

Perciò radunò pasta, sugo, scatole di biscotti e birra nella stiva del suo Galeone, diede un addio strappacuore alla sua collezione di birrette in bottiglia, chissà mai quando le avrebbe riviste, e salpò.

Navigò per ore governando da solo la nave. In effetti era piacevole scivolare sull’acqua, guardare le vele gonfie di vento e contare i pesci che ogni tanto saltavano fuori dal mare.
Ma era anche faticoso correre per il ponte a tirare il cordame, salire sull’albero maestro per guardare l’orizzonte dalla coffa e scendere nella stiva a preparare il sugo per il pranzo.
Quindi fu contento quando dalla coffa avvistò Terra: corse al timone per aggiustare la rotta e regolò il sartiame per raccogliere il vento.

La prima tappa fu su un’isola disabitata su cui campeggiava un unico tetro grande rudere, con un’alta e cadente torre di guardia.
Scese dalla nave e attraversò la piccola spiaggia che portava all’edificio.
Avvicinandosi notò un cartello all’ingresso, era scritto a mano e la grafia era incerta.
Avvisava:
“Quest’Isola fu abitata da pazzi e da appestati, nessuno di loro sopravvisse all’ignoranza dell’uomo. State alla larga!”
Tutte le finestre erano prive dei vetri, sembravano orbite vuote. Mancavano le porte. Polvere e calcinacci erano dappertutto.
Questo voleva dire che quella magione era abbandonata da diversi anni.

Finì di esplorare quel sinistro maniero e si diresse a vedere come era messa la torre. Salì i gradini sconnessi e guardò l’orizzonte.
Cominciava ad imbrunire e già calava una sottile nebbiolina.

Stava ancora scrutando il mare, quando si accorse di un puntino che si avvicinava e si ingrossava. Prese il binocolo e lo puntò.
Pareva una barchetta a remi, e stava puntando alla spiaggetta dell’isola.
Decise di discendere dalla torre e di accogliere il natante. Attraversò l’edificio e si recò alla spiaggia.

Via via che la barchetta si avvicinava, prendeva sempre più le sembianze di un canotto con sopra un* Pirata.
“Ahrrr…” gridò al suo indirizzo Buon Pirata appena fu abbastanza vicino.
“Ahrrr…” fu la risposta dal canotto “Mi ero pers* nella nebbia o nei fumi alcoolici, non so.”
Risero e, quando scese a terra, furono feste e tripudi di “Ahrrr”.
“Frittello! Ti va una buona preghiera assieme? E ti andrebbe di formare una ciurma?” chiese Buon Pirata.
“Ahrr…” rispose il Pirata “Ti rispondo con due sì!”
E poi stapparono la birra e misero a bollire la pasta in Olocausto al Prodigioso.

Finalmente Buon Pirata era in una ciurma. E l’Isola da quel giorno fu Pennedetta.

Da quel giorno si disse: “Non si è soli solo da soli, ma in due si è già una Ciurma”.

RAmen

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Salmoni Pastafariani: Presentazione

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Salmoni sulle avventure di Buon Pirata: nasce inizialmente con la necessità di raccontare il mondo Pastafariano al gruppo facebook della Pannocchia di Treviso.

È uno strumento con cui spiegare il Cotechismo,  parlando il linguaggio con cui ognuno di noi si imbatte navigando nel mare dei nostri siti e raccontando il Pantheon che tutti noi amiamo.

Pirati, tesori e galeoni, si mescolano a spaghetti, polpette e birra, ma al di sopra di tutto teiere, unicorni e, naturalmente, il Prodigioso Spaghetto Volante.

Ecco quello che il protagonista vivrà, trovandosi a vagare per i Sette Mari in una continua ricerca, vuoi di una ciurma, vuoi del Governatore di Maracaibo, di cui ne è innamorato.

E questa ricerca cos’è se non quella nostra personale nel mondo reale  rapportandosi con gli altri?

Buon Pirata così salpa da un’isola all’altra. E queste isole somigliano moltissimo a quelle della mia infanzia, quelle della Laguna di Venezia, di cui prendo le caratteristiche e le leggende, trasformandole ad uso della narrazione.

L’infanzia è anche il target, le storie sono pensate per i bambini, o come dico io, al bambino che abbiamo in fondo al cuore. A loro è destinata la morale finale, come nelle fiabe di Esopo e dei Grimm, l’unico vero tesoro da scoprire.

Anzi in alcuni casi vengo aiutato proprio da Asia, la figlia di una confrittella, prima fan di Buon Pirata, che non smetterò mai di ringraziare. La scelta dei nomi degli amici del protagonista, alcune situazioni e pure lo svolgimento di qualche storia, nascono dalla sua fantasia. Così avremo la cagnolina Rosetta e il pappagallo Tu Chitti, ed anche serpenti, tucani ed isole piccolissime. E comunque, badate bene, io vado ad ingrossare le fila di più illustri scrittori che chiedono aiuto all’infanzia per lo svolgimento dei loro racconti: da Lewis Carrol a J.K. Rowling.

Lascio infine la parola a Buon Pirata, un poco magico, un poco vagabondo, che vi saluta alla sua maniera:

“Ahrrrr …”


 

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Misteri Pastafariani, Il Sacro Disordine Templafariano

Questa settimana usciamo con una nuova rubrica chiamata, Misteri Pastafariani, siamo ben lieti di parlare di uno degli ordini cavallereschi più segreti e inquietanti della storia del pastafarianesimo, L’ordine dei Cavalieri Templari Pastafariani.
L’Ordine, come tutti gli Ordini mistico-esoterici/religiosi-guerrieri, gomblotta in segreto, ed ha i suoi scopi reconditi.
L’unica notizia certa è che i cavalieri del tempio pastafariano, seguono gli Otto Condimenti, e che lo scopo noto è quello di Defensor Fidei.

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Il Profeta ha parlato. Di Scienza.

Pastafariani a March for Science: una contraddizione?

24 aprile 2017

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Mi congratulo e ringrazio tutti coloro che hanno preso parte alla March for Science. Mi sento sollevato nel vedere che la democrazia viene messa in atto da un gruppo di persone intelligenti.

Nonostante noi Pastafariani siamo scettici nei confronti della “scienza” e del “ragionamento logico basato sulle prove scientifiche”, rispettiamo il concetto di scienza, il fatto che ricerchi la conoscenza, e ammiriamo quelle persone che dedicano la loro vita a questa causa.

Allora perché non è una contraddizione per i Pastafariani – un gruppo tenuto insieme dalla fede – sostenere la scienza, o almeno sostenere gli scienziati?

Noi crediamo che un Onnipotente Prodigioso Sphagetto Volante modifichi l’universo che fa *sembrare* che il metodo scientifico sia affidabile, che la conoscenza dell’umanità e la sua evoluzione dall’uscita delle caverne fino all’accensione delle navicelle spaziali sia il diretto risultato di questo processo. Sembra che possiamo dedurre conclusioni attraverso la ragione e la sperimentazione.

Non possiamo incolpare gli Scienziati che non hanno ancora visto la Luce: non fanno altro che il loro lavoro e sono dotati di onestà intellettuale. Non possiamo dire lo stesso di altri gruppi, tra cui molti uniti da un Credo che si basa sulla fede.

Quindi perché il Pastafarianesimo è nel giusto, nonostante a volte contraddica la ragione? Perché il PSV dice così, e noi abbiamo fede1.

1. Il diallele è ammesso in ambito religioso

 

 

Articolo originale di Bobby Henderson.

Traduzione a cura del gruppo CPI – Interpreti e Traduttori

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