PADOVA 26/05/2011 ©BERGAMASCHI MARCO  BOTTELON

Padova della Pastavium memoria

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Una breve riflessione personale scritta con il cuore, così come dal profondo di tutti noi è stato deciso l’incontro che avverrà il 28 marzo a Padova.

PADOVA 26/05/2011 ©BERGAMASCHI MARCO  BOTTELONSarà una giornata di profondo amore rivolto alle strade che ci hanno cresciuto e protetto. Non solo: l’incontro del 28 marzo pretende di essere un esempio per altre lotte che i Pirati hanno l’obbligo di compiere in nome della libertà.

Vivevo in Via Anelli durante l’epoca del muro.
Sradicato dai verdi monti bresciani e catapultato in una città che tollera e combatte.
Ho vissuto Padova cavalcando biciclette arrugginite, bevendo Spritz in Piazza dei Signori e poi… Non c’è tempo per pulire, la serata finisce in Portello.

Padova!
A quel Botellòn di dimenticato passato, in Prato, io c’ero, così come c’eri tu. Ci siamo guardati in faccia, ed abbiamo sorriso. Mi hai dato protezione, io mi sono fidato.

Padova!
Nella mia memoria sei stata quella bastarda soddisfazione nel vedere come l’emblema della figa di legno veniva smascherato dal papiro letto durante la festa di laurea. Tra vestiti imbarazzanti e pozzanghere di vomito il reale volto di chi si mascherava veniva svelato. Fra le tue strade. Ricordi?

La città di passaggio, la città del “mamma non mi rompere i coglioni perché è mercoledì”, la città del “sto crescendo e sono libero di sceglierePADOVA 26/05/2011 ©BERGAMASCHI MARCO  BOTTELON come”.

Padova!
Cosa ti sta capitando?

Mi hai deluso, tremendamente deluso.
Ti ricordavo in un modo diverso.
Sono trascorsi anni da quando vivevo in Stanga. Ti ho offerto il mio cuore e tu lo hai accettato, così come, quando sono emigrato, decisi di lasciarti un pezzo di esso, perché sapevo che lo avresti custodito gelosamente.
Invece lo hai spezzato.
Mi hai tradito. Non lo posso perdonare.

Fra le tue strade ho imparato il vero significato della figura “studente universitario”, mi hai trasmesso il desiderio di invogliare il mio futuro figlio a percorrere le tue strade.
Dopo qualche anno mi è arrivata una brutta notizia: mio figlio non potrà vivere quello che ho vissuto io. La “legge” non lo permetterà.
Quello che ho vissuto e ho desiderato per le future generazioni ha preso ora il nome di “degrado”, il bicchiere di plastica e lo stuzzicadente con oliva sono stati dichiari illegali.

No. Non lo accetto. Non posso.

Padova!
Quando ti ho salutato ero scalzo e solo, ora invece ritorno con uno Scolapasta in testa e accompagnato da Pirati.

Basta cazzate, basta prenderci per il culo.

I Pirati della Chiesa Pastafariana Italiana sono parecchio incazzati per quello che ti è successo e sono sicuri che ti unirai a loro per tornare quello piazzasignoriche sei sempre stata.

Semplicemente: Padova!

Io sono emigrato ma altri sono rimasti, chi meglio del pirata Capitan Capunsèl può quindi raccontare per cosa combatteremo? Ecco le sue riflessioni:

– Innanzitutto l’ambiente non è più quello di una volta, il cemento che tanto piace al Veneto non assorbe l’acqua piovana e riempie i fiumi che tanto piacciono ai Pirati. L’acqua dolce deve stare solo nei fiumi, non nei campi o nelle strade, perché le esondazioni non sono altro che una mera mesta imitazione del mare, e a noi le imitazioni non piacciono, solo il mare originale! AAAHRRRRR!
E a proposito di fiumi, ci vorrebbe una via navigabile che da Pastavium si colleghi al Pastriarcato Veneziano, come ad esempio la vecchia idrovia, che possa portare al mare e aprire nuove rotte commerciali alternative a quelle dei mezzi non a remi, che oltre a non essere particolarmente amati dai pirati, creano lo smog che oscura il sole che fa maturare il luppolo della nostra birra!

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– La famiglia tradizionale pastafariana, formata da un numero variabile di persone di vario genere, mentalmente mature e consenzienti, dev’essere messa al pari della famiglia tradizionale che i miscredenti invocano, che ha come unico vantaggio il solo fatto di essere “più in voga” della nostra. E se la voga è il fulcro, noi pirati siamo allora esperti di tradizionale voga alla veneta, e meritiamo quindi rispetto tradizionale anche nella tradizione della famiglia tradizionale, sicché la tradizione del rispetto sia rispettata.
L’unica famiglia che ci teniamo a vietare è quella tra programmatori, perché dall’unione di due programmatori c’è altissima probabilità che anche i figli pure crescano programmatori, e questo a noi non va bene. I programmatori son liberi di amarsi, ma lo facciano a casa loro, e per l’amor del Prodigioso che non abbiano figli e non possano adottarne!

– Infine, in nome della tolleranza e del poli-monoteismo della nostra religione, chiediamo che TUTTE le religioni presenti a Pastavium possano avere lo stesso rispetto e gli stessi diritti, tra cui diritto ad avere un luogo di culto e diritto al poter manifestare pubblicamente la propria fede e le proprie festività. E così come la domenica suonano le campane delle chiese, il venerdì sera risuoneranno i nostri “AAAHRRRRR!” con lo stesso numero assordante ed illegale di decibel.
E proprio in nome della libertà di culto, chiediamo che ai fedeli della Chiesa Pastafariana Italiana e mondiale sia permesso di consumare pubblicamente la nostra bevanda sacra: la birra, che ci permette l’accesso al nostro paradiso in cui ognuno avrà a propria disposizione un vulcano che erutta la propria birra preferita ed una fabbrica di spogliarellisti o spogliarelliste a seconda delle proprie preferenze sessuali.

piazza erbe spritzQuesto è quello che serve per far tornare Pastavium al suo vecchio splendore, come città aperta, libera, tollerante, ma soprattutto prodigiosamente pirata.

Quindi spiegate le vele, issate bandiera del Liscafisso e scrostate la chiglia, perché sarà una grande giornata per ogni persona che ha l’ardire di indossare uno Scolapasta.

A questo link trovate un articolo più approfondito sulla lotta al degrado durante questi anni http://osservatorepastafariano.chiesapastafarianaitaliana.it/?p=896

 

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