Le religioni, una interpretazione etologica.

L’etologia è il ramo della biologia che studia il comportamento animale, a noi interessa in questo momento la parte relativa allo studio dei rapporti tra gli individui di una stessa specie, tralasceremo quindi la parte dell’etologia che studia le azioni di un singolo individuo e le interazioni tra specie differenti.

 

L’idea principale è quella di studiare l’essere umano con le tecniche dell’etologia considerandolo un animale come gli altri; immaginiamo un visitatore proveniente da un altro pianeta che si metta allo studio delle diverse specie animali sulla terra. In questo modo cerchiamo di non essere coinvolti emotivamente in quanto rappresentanti della specie che stiamo studiando: Homo Sapiens.

Descrizione etologica e zoologica di H. sapiens.

L’etologo extraterrestre dovrà per prima cosa inserirci in un qualche posto nel Supraregno Animalia quindi, all’interno della Classe Mammalia ci porrà facilmente nella Sottoclasse Placentata e tra i vari Ordini di questa sottoclasse ci inserirà in quello dei Primati.

I primati vivono in gruppi sociali come i loro progenitori ancestrali, ogni gruppo di solito è guidato da un solo maschio dominante che è signore e padrone, è quello che più attivamente difende il gruppo e tutta la vita dei membri del gruppo ruota intorno a questo essere dominatore la cui potenza gli conferisce uno stato di divinità. H. Sapiens però non è un primate come tutti gli altri, è anche un cacciatore, unico caso tra i primati. Per cacciare serve una collaborazione attiva con il capo che non può più essere capo assoluto ma per ricevere aiuto dagli altre membri deve esere più tollerante e collaborativo diventando uno di loro e non poteva richiedere una fedeltà cieca ed assoluta. Fu questo cambiamento che creò un vuoto, abituati alla necessità di una figura dallla potenza assoluta che manteveva unito il gruppo e il vuoto venne riempito dall’invenzione di un dio. La tendenza biologica ereditata dagli antenati a sottometterci ad un membro onnipotente e dominatore ha una grande forza e da qui nasce il potere della religione. Noi dobbiamo credere i qualche cosa e questo credo è la sola cosa che ci unisce e ci tiene sotto controllo. Siamo comunitari quindi dobbiamo partecipare a complicati riti di gruppo con una grande pompa ed un ambiente adatto, perché occore che la credenza sia anche impressionante.

Creato il nuovo membro dominante con le caratteristiche giuste, invisibile onnipotente eccetera, adesso facciamo quello che facevamo con il vecchio capobranco: ci sottomettiamo e chiediamo protezione. Il capo chino che in alcune religioni arriva fino a toccare il suolo e la posizione inginocchiata sono atti di sottomissione, unire le mani significa chiedere un aiuto.

Sembra strano che tutto ciò possa ancora funzionare ancora oggi, ma è proprio così, basta aprire un quotidiano; riportiamo un brano dell’articolo di Marco Politi intitolato ‘Rivoluzione Francesco, la fede è tornata di moda‘ sul giornale il ‘Fatto Quotidiano’ nel quale il giornalista racconta, tra le altre cose, l’aumento della presenza di fedeli nelle chiese (5/5/2013 pag. 18).

[…] se Wojtyla rappresentava mediaticamente il ruolo del papa-imperatore umano, Bergoglio è (e vuole essere) qualcosa di diverso. Il prete-vescovo, che non sta sul trono, ma in mezzo alla chiesa e ai fedeli. E così, parlando anzitutto di misericordia nel rapporto con Dio, in questo particolare momento storico viene incontro ad una grande sete di protezione, di salvezza, di “sentirsi compresi”, di paternità, che corrisponde ad un bisogno diffuso in una cristianità disorientata dalla crisi sociale, dal terremoto economico, dallo sbriciolarsi delle relazioni familiari e dalla mancanza di solidi punti di riferimento ideali.

I principali cardini della nostra teoria etologica si trovano tutti in poche righe. Il capobranco è non solo il Dio, esso è rappresentato anche anche dal papa-imperatore; viene quindi la misericordia che significa soccorrere, perdonare, risparmiare da una punizione da parte dell’entità superiore; ed infine c’è la sete di protezione ed il bisogno di paternità, di una figura centrale paterna che guidi e protegga. Ecco spiegati i motivi della riuscita dell’attuale Papa, basta aggiungere un catalizzatore, la sua umiltà e la vicinanza al popolo, ed il gioco è fatto.

 

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