IMG_20151017_130217

La sublime Amatriciana, preghiera del fedele pastafariano

 

Se ci sono monumenti della gastronomia italiana, uno di questi è l’amatriciana. Per un pastafariano questo piatto rappresenta una delle più alte forme di preghiera. L’idea stessa del trascendente che si fa immanente davanti al propri occhi e innalza lo spirito quando viene a contatto con il palato. Arrotolare gli spaghetti con la forchetta è un mantra e se il sugo profumato vi unge il mento durante il risucchio, si può raggiungere l’estasi.
Ma liberiamo subito le vostre alcoliche menti piratesche da un dubbio: se condite gli spaghetti con pancetta o guanciale ripassato nel sugo non significa che avete fatto un’amatriciana (come non è detto che una fetta di pesce crudo su una polpetta di riso sia sushi). Questa ricetta è molto semplice, ma proprio per questo deve essere fatta con cura, altrimenti rischiate di trovarvi con un buon condimento (forse) ma una pessima amatriciana.
Il vostro capitan Rigatone non è un talebano della cucina tradizionale, ma se fate qualche variante all’amatriciana per creare una personale interpretazione, allora abbiate il coraggio di cambiargli pure il nome, così evitate fraintendimenti (e botte a mano aperta sul coppino). Alcune varianti sono ben conosciute: ad esempio se levate il pomodoro otterrete una gricia, oppure se lo sostituite con le uova avrete una carbonara (più o meno). Per lo stesso principio, nessuno vi impedisce di fare una ricetta che ci somiglia aggiungendo la cipolla soffritta, il basilico e sostituendo il guanciale con la pancetta, ma, per cortesia, non chiamatela amatriciana.

In questa ricetta in particolare la scelta degli ingredienti è fondamentale e consiglio di farla sul posto. Come tutti i pastafariani sanno, Amatrice è un luogo di culto e pellegrinaggio che si trova in provincia di Rieti, tra Lazio e Abruzzo, al confine con il parco nazionale del Gran Sasso. Magari non si può raggiungere per la spesa settimanale, ma vale la pena sperimentarla almeno una volta per capire di cosa si parla.
Il guanciale è l’ingrediente principale e proviene della guancia e dal sottogola del maiale (e non dal costato, quella è pancetta). Ha un’affumicatura delicata arricchita da spezie e pepe. Il pecorino di Amatrice non è pecorino romano, che risulta troppo salato e poco aromatico, ma somiglia molto di più ad un pecorino abruzzese ben stagionato. I pelati devono essere profumati e di ottima qualità, mentre per gli spaghetti (o bucatini) consiglio quelli grossi, trafilati al bronzo ed essiccati lentamente. La ricetta base non lo prevede, ma il peperoncino è una trasgressione ammessa.

Ingredienti:
200 gr di guanciale di Amatrice
400 gr di pelati San Marzano
200 gr di spaghetti grossi o bucatini
Una manciata di pecorino di Amatrice grattugiato

Tagliate il guanciale a strisce regolari e mettetelo in un’ampia padella a fuoco basso.

IMG_20151017_132503

IMG_20151017_132708

Quando il grasso comincia a disfarsi, alzate la fiamma, ma attenti a non bruciare il guanciale: deve essere leggermente colorito e un po’ croccante, ma non secco. Toglietelo dalla padella, dove lascerete il suo grasso, e conservatelo al caldo tra due piatti.

IMG_20151017_132902
Versate i pelati nella padella e fateli cuocere coperti a fuoco basso per una decina di minuti. Se volete aggiungere un peperoncino sminuzzato, questo è il momento giusto.

IMG_20151017_133019
A metà cottura schiacciate i pelati con una forchetta e mescolateli con cura. Nel frattempo lessate gli spaghetti in abbondante acqua salata tenendoli un po’ al dente.
Una volta che il sugo è pronto e il grasso si è amalgamato con il pomodoro, buttate le striscioline di guanciale nella padella, proseguendo la cottura per altri cinque minuti.

IMG_20151017_134556
Scolate gli spaghetti con un copricapo sacro e buttateli sul condimento alzando la fiamma al massimo. Mescolate con cura per un minuto circa, fino a quando lo spaghetto non sarà gravido di sugo, unto e profumato.
Impiattate e cospargete con una manciata abbondante di pecorino appena grattugiato.

IMG_20151017_134803

IMG_20151017_150055

IMG_20151017_143840
Servite e pregate arrotolando lo spaghetto con animo lieto perchè il Prodigioso ne possa gioire.
Che sempre sia Gustato
RAmen

(Si ringrazia G. che ha prestato il sorriso da pubblicità)

 

P.s. dicembrino: durante il mio ultimo soggiorno a Roma sono passato da un piccolo negozio di alimentari in via Urbana e il pecorino romano che ho acquistato lì mi ha fatto cambiare opinione su questo formaggio. Purtroppo quello che si trova nei supermercati di solito è pessimo, ma se riuscite a procurarvene uno di buona qualità, eh beh, vale la pena.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailFacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail