La pirateria nel Mediterraneo fa diminuire la temperatura del mare

Upwelling_1Abbiamo verificato sperimentalmente, nel Mar Mediterraneo, quanto asserito nel noto articolo di Jacob D. Haqq-Misra eMichael B. Larson “Piracy as a Preventor of Tropical Cyclones” (Henderson, R. 2006. The Gospel of the Flying Spaghetti Monster, Villard, New York) e, sebbene alcuni esperimenti non abbiano confermato pienamente quanto scritto nel detto articolo, arriveremo alla stessa conclusione, ovvero che per diminuire il riscaldamento globale e prevenire i fenomeni meteorologici estremi è necessario aumentare il numero dei Pirati.

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Fig. 1 – Il noto grafico raffigurante l’evidenza empirica della relazione tra la diminuzione di pirati e l’aumento della temperatura globale

INTRODUZIONE
E’ ormai noto che l’aumento della temperatura globale è strettamente correlato alla diminuzione del numero dei Pirati, come si osserva dal grafico della FIG. 1 (Henderson, 2006). E’ opinione diffusa che ciò sia dovuto alla diminuzione del fenomeno di Upwelling cioè al dislocamento delle fredde acque profonde verso la superficie del mare, dovuta alle attività dei Pirati.
Le attività dei Pirati che causano Upwelling sono state descritte come essenzialmente rientranti nelle seguenti tre categorie:
– ICR (involuntary crew resignation, altrimenti nota come “passeggiata sull’asse”);
– IVI (intervessel interactions, ovvero battaglia navale);
– ATO (acoustically transmitted oscillations);
Le ICR consistono nel gettare in acqua un Pirata o un prigioniero. Ciò da luogo ad uno spostamento di liquidi (Archimede, 250 a.C. ca.) da parte del dimissionario che favorisce l’upwelling.
Le IVI consistono in uno scambio di cannonate tra vascelli. Le palle che non vanno a segno cadono in acqua favorendo l’upwelling.
Le ATO consistono nel cantare le “canzoni dei Pirati”. Ciò provoca un disturbo oscillatorio sulla superficie delle acque che induce al movimento entità biologiche (pesci e cetacei) che a loro volta provocano upwelling (Stevenson, 1883, …quindici uomini sulla cassa del morto…).
Tutte queste attività contribuiscono a mantenere bassa la SST (Sea Surface Temperature, temperatura della superficie marina).

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Fig. 3 – Misurazioni tramite sestante astrognomico

ATTIVITA’ SPERIMENTALEUpwelling_3
Jacob D. Haqq-Misra e Michael B. Larson hanno effettuato il loro studio avendo come riferimento l’Oceano Atlantico, basandosi su un modello matematico non verificato sperimentalmente. Abbiamo reputato importante la verifica sperimentale di quanto affermato dagli autori, pur limitata ad un settore del Mar Mediterraneo. A bordo di una imbarcazione abbiamo navigato fino a portarci in acque profonde, dove abbiamo iniziato gli esperimenti.

Nella Fig. 2 è indicata la zona di mare interessata dagli esperimenti: il cerchio intorno al punto nave indica la zona di incertezza dello stesso, che è stato calcolato con sestante astronomico (fig. 3).

Gli esperimenti di ICR sono stati realizzati buttando a mare elementi della ciurma (fig. 4). Ovviamente è stata misurata la SST prima e dopo ogni esperimento.

Gli esperimenti di IVI sono stati realizzati sparando n. 4 cannonate (fig. 5). Anche in questo caso è stata misurata la SST prima e dopo l’esperimento.

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Fig. 4 – Lancio di pirata in mare.
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fig. 5 – Autentico cannone pirata utilizzato per gli esperimenti

 

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Fig. 6 – Un curioso animale marino viene a salutare la ciurma

 

 

 

 

 

 

Un esperimento di ATO si è verificato in maniera non prevista, quando la ciurma, dopo il pranzo, si è ritirata sotto coperta ed ha cominciato a cantare.

Si è verificato l’evento illustrato in fig. 6. In questo caso non è stata misurata la SST, a causa della mancanza di volontari per effettuare le misurazioni, dovuta ad un inspiegabile timore della ciurma alla vista della creatura, benché essa non dimostrasse aggressività.

RISULTATI DELLE SPERIMENTAZIONI ED ANALISI DEI RISULTATI
Per quanto riguarda gli esperimenti di ICR non sono state rilevate variazioni della SST.

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Fig. 7 – Variazioni riscontrate nella temperatura, in relazione alle cannonate
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Fig. 8 – Un pirata misura la temperatura con un professionale termometro a sacra bevanda (alcol)

Riteniamo che ciò possa essere in parte dovuto al fatto che la ciurma dimissionata era composta da elementi che, non appena gettati in acqua, si sono rivelati, sorprendentemente, esperti nuotatori che risalivano immediatamente a bordo, dislocando così una minima quantità di acqua.
Per quanto riguarda gli esperimenti di IVI è stata effettivamente registrata un diminuzione della SST, valutabile in 0,15 °C nella zona di mare considerata, come mostrato dal grafico in fig. 7.
La misura della temperatura è stata effettuata con termometro ad alcool, con incertezza di misura valutabile in 2-3 °C
CONCLUSIONI

Abbiamo dimostrato che i Pirati generano fenomeni di Upwelling; è quindi ovvio che una diminuzione del numero dei Pirati causa un aumento della temperatura globale e un maggior numero di eventi meteorologici estremi.
E’ pertanto auspicabile un aumento del numero dei Pirati e della loro attività. Ciò in armonia con i precedenti studi e con l’osservazione che la Somalia, paese dove attualmente resiste il maggior numero di Pirati, è anche il paese che in assoluto produce la minor quantità di gas serra.
Il presente studio risente probabilmente della mancanza di strumentazione scientifica più moderna ed adeguata, dovuta alla assenza di sponsor ed alla dissennata politica di revisione della spesa pubblica in atto.
Ci auguriamo che al più presto vengano stanziati fondi adeguati per la ricerca scientifica, per ripetere ed ampliare simili sperimentazioni che reputiamo di estrema importanza per la sopravvivenza del Pianeta.
Lavoreremo, inoltre, affinché la Chiesa Pastafariana Italiana venga ufficialmente riconosciuta e che essa rientri tra le istituzioni che potranno beneficiare del gettito dell’otto per mille, in modo da utilizzare i fondi per studi anche su questo argomento.


RINGRAZIAMENTI
Vorremmo ringraziare il Prodigioso Spaghetto Volante per aver ispirato il presente lavoro, e Bobby Henderson che per primo ha scoperto la correlazione tra numero dei Pirati e temperatura globale.

BIBLIOGRAFIA
Archimede di Siracusa, 250 a.C. ca. Sui corpi galleggianti
Bligh, W. 1789, Gli ammutinati del Bounty, Log of the H.M.S. Bounty. Royal Navy, London, UK. British Broadcasting Corporation. Nov. 25, 2005. “US Firm to Fight Somali Pirates.” London, UK. Bruckheimer, J. 2003. Pirates of the Caribbean. Disney Enterprises, Orlando, Fla., USA.
Emanuel, K. A. 1987. “The Dependence of Hurricane Intensity on Climate.” Nature, 326, 483-485.
. 2005. “Increasing Destructiveness of Tropical Cyclones over the Past Thirty Years.” Nature, 436, 686-688.
Haqq-Misra, J. D., et al. 2006. A Predictive Ocean Circulation Model. The Gospel of the Flying Spaghetti Monster, Villard, New York.
Henderson, R. 2006. The Gospel of the Flying Spaghetti Monster, Villard, New York.
Lighthill, J., et al. 1994. “Tropical Cyclones and Global Climate Change.” BAMS, 75, 2147-2157. Stevenson, R L. 1883. L’isola del tesoro Cassell &Co., London, UK.

AUTORI
Alberto Mancini Ingegnere, aviatore, navigatore, collaudatore, ministro di culto pastafariano
Cristina Emme Presidente della commissione ricerca e sviluppo sostenibile acque marine – dipartimento internazionale – Aspirante assistente vice mozzo società marinara Vento tra le Poppe – Trieste.
Angela Maria Rita Effe Medico cardiologo, sirenologa, consulente Fondazione Atlantide per lo studio della biodisponibilità e biocompatibilità dei corpi immersi.

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