Invito a cena per Samantha Cristoforetti

Lo stupido sa molto,

l’intelligente sa poco,

il saggio non sa nulla,

il pirla sa tutto.


Samantha_Cristoforetti_portrait
Nel caso vi foste chiesti come stanno i suoi capelli in presenza di un campo gravitazionale. Molto bene, direi.

In questi giorni Samantha Cristoforetti, astronauta italiana, donna simpatica e ironica, nonché a nostro avviso pastafariana in incognito (come dimostra il suo amore per la Guida Galattica per Autostoppisti), è tornata sulla Terra e, insieme alla pastasciutta che sicuramente si sarà sbafata, è stata accolta anche da numerose critiche, come ad esempio quelle di Selvaggia Lucarelli.

Ora, sicuramente Samantha non se ne può fregare di meno di quello che pensa di lei la Lucarelli, e così io. Ma c’è qualcosa che brucia più delle critiche.

Brucia sapere che moltissimi italiani pensano che fare l’astronauta sia un lavoro come un altro. Anzi, no: brucia sapere che moltissimi italiani pensano che le missioni spaziali siano inutili. Che la scienza sia inutile. Che la ricerca sia uno spreco di soldi, una cosa che affascina i secchioni e che lo stato finanzia, seppur poco, per accontentarli.

La cosa non ci stupisce. La ricerca scientifica, ovviamente, non è inutile. E fare l’astronauta, ovviamente, non è un lavoro stupido. Il problema è che ciò che si investe nella scienza ritorna, moltiplicato per infinito, sotto forma di qualcos’altro. Mandare una navicella nello spazio è, effettivamente, una cosa inutile che facciamo per amore della scienza. Ma facendolo abbiamo imparato a mettere in orbita i satelliti, abbiamo studiato sul campo gli effetti della relatività, abbiamo analizzato le radiazioni cosmiche, abbiamo scandagliato la superficie terrestre e fatto un sacco di altre cose che la Lucarelli non è evidentemente in grado di capire, e quasi tutte le conquiste nel campo delle telecomunicazioni, della medicina, dell’agricoltura, dell’informatica e di mille altre cose sono state rese possibili dalle esplorazioni spaziali. Certo, per capirlo bisogna fare un piccolo sforzo, oltre che avere qualche rudimento di scienza, ma non credo bisogni essere astrofisici per capirlo.

Purtroppo al mondo esiste chi a questo non ci arriva. Come esistono i razzisti, i bigotti, gli omofobi. Noi pastafariani, che siamo tolleranti – ma non stupidi – sappiamo che queste idee esistono nel mondo, e le sopportiamo, perché non siamo tizi noiosi, e non crediamo di conoscere una verità che agli altri è sconosciuta. Ma una cosa accomuna queste idee: tutte derivano dall’ignoranza. L’idea che la scienza sia inutile deriva dall’ignoranza della scienza. Quella che gli stranieri siano inferiori, dall’ignoranza della loro cultura. Quella che gli omosessuali siano immondi, dal non conoscerli e non sapere quanto siano persone come tutte le altre, a volte molto molto più belle della maggiorparte della gente, altre ugualmente cretine, ma che ci vuoi fare? Per cui, anche se le idee sono relative, alcune derivano dal buonsenso, dalla conoscenza e dal senso civico, altre invece solo dall’ignoranza. E in un mondo senza centri di gravità, nel capirlo mi sveglio un po’ più contento.

Oggi l’Accademia saluta Samantha (che bello che tu non sia esplosa nell’at10389498_834063496674858_3170354902826616388_nmosfera!) e la ringrazia per averci dimostrato che un’intelligenza, un coraggio ed uno sforzo fuori dal comune possono portarci a conquistare obiettivi incredibili, e per averci indotto a questa riflessione. Le tue capacità avranno senza dubbio permesso alla missione di proseguire con successo – anche se non necessariamente in modi che i comuni mortali possano capire -, ma hanno anche ispirato i nostri animi e, perché no, donato un sorriso alle nostre giornate, attraverso la simpatia che nella difficoltà del tuo lavoro hai saputo trasmetterci. Quando vuoi, tieni presente che in qualunque città tu ti trovi, la pannocchia locale sarebbe onorata di offrirti una cena e una serata in simpatia, con tutto il calore che il tuo popolo italiano non ha saputo riconoscerti.

Ramen frittella <°(((><

(Da un servizio dell’Accademia Pirata di Scienze Pastafariane)

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