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Il Prodigioso Passatello Volante


AAAARRRHHHH!! frittelli pirati, si avvicina il periodo dei festeggiamenti della concorrenza quando una grande quantità di manzi, capponi e galline sguazzeranno nell’acqua bollente per regalarci dell’ottimo brodo. Cosa se ne fa un pastafariano tutto d’un pezzo di tanta prelibatezza, mi chiederete voi, come può sfruttarlo al meglio con una delle molteplici incarnazioni del Prodigioso Spaghetto Volante?

Mi rendo conto che durante le festività di altre religioni sarete impegnati a spargere amore, felicità e liquidi corporei su frittelle e frittelli e forse non avrete tempo di preparare piatti elaborati, ma Capitan Rigatone accorre a vostro aiuto, suggerendovi una delle più gustose e riuscite interpretazioni del nostro Sommo: il Passatello

Piatto di origine povera, è il Lou Ferrigno della famiglia delle minestre in brodo con uova e parmigiano. Sue cugine sono la stracciatella e la zuppa imperiale.
Forgiato dalle vulcaniche menti romagnole, il passatello ricorda le spaghettose appendici del prodigioso in un tripudio di morbidezza, sapore e sostanza, tanto che trovandovi davanti a questa bontà fumante non avrete dubbi sul miracolo della transustanziazione, manco foste a Bolsena nel 1263.

Semplicissimi da preparare, la morte loro è in brodo, ma sono fenomenali anche nella versione asciutta. Saltateli velocemente in padella con funghi (e magari tartufo), oppure con zucchine, speck e menta, o ancora  con salsiccia sbriciolata e rosolata con il radicchio. Non dimenticatevi di cospargerli di parmigiano quando sono ancora fumanti. Questi sono solo suggerimenti, ma le appendici spaghettose del Prodigioso, che aderiscono appiccicose ai vostri cranietti come le ventose dell’elettroencefalogramma, vi sapranno fornire la giusta ispirazione per altre gustose ricette.

Tornando alla versione principale, se non avete il brodo che ha fatto la zia, potete sempre prepararlo da soli: la cosa importante è farlo come si deve. Rifuggite come la birra analcolica calda e stantia tutti i dadi, insaporitori o prodotti pronti: fare un buon brodo è la cosa più semplice del mondo, costa poco e vi rimarrà anche un po’ di ciccia da mangiare.

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Ingredienti
Per il brodo (versione base, piratesca, buona per tutti gli usi e le stagioni):
Mezza gallina
1 osso di manzo da brodo (per la versione vegetariana della ricetta, escludere questi due ingredienti)
2 carote
1 cipolla (2 se piccole)
2 coste di sedano
1 mazzetto di prezzemolo
2 chiodi di garofano
Sale

Per i passatelli per tre persone (i pirati con la gamba di legno e l’uncino contano come una persona intera)
100 pangrattato
60 farina
120 parmigiano
3 uova
Una grattatina di noce moscata

Iniziamo facendo il brodo qualche ora prima, oppure il giorno precedente. Volendo potete prepararlo anche con grande anticipo, ma in questo caso meglio congelarlo, perchè ricordatevi che in frigorifero non si conserva per più di due o tre giorni.
Il procedimento è neandertaliano: prendete tutti gli ingredienti, metteteli in un ampio tegame pieno d’acqua fredda e fatelo bollire a fuoco dolce. Fatto. Più semplice di così… Avrete solo l’accortezza di infilare i chiodi di garofano nella cipolla, così da non disperderli.

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Lasciate bollire dolcemente per almeno 3 ore, poi passate il brodo in un colino. Se volete utilizzare la pentola a pressione, dimezzate i tempi di cottura.
Se dovesse risultare troppo grasso non lamentatevi (per i pastafariani è vietato lamentarsi del brodo grasso), bensì fatelo raffreddare completamente (fuori dalla finestra, per fare invidia ai vicini) e togliete la parte eccedente che affiora.

Come tutti i piatti che si rispettino, della ricetta dei passatelli esistono diverse varianti, come ad esempio quelle che prevedono l’aggiunta di midollo di bue, oppure l’impasto con solo pangrattato (senza farina) ecc… niente di male a sperimentarle tutte. Questa è la versione della mia cambusa e l’unico tocco culinario che posso ammettere, se di vostro gradimento, è l’aggiunta della scorza di limone grattugiata all’impasto che dona un fresco profumo agrumato.

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Il procedimento è molto semplice: una volta grattugiato il parmigiano (evitate quello in busta a meno che non abbiate veramente un uncino al posto della mano: costa di più, è di dubbia qualità e si ossida molto più facilmente) ponetelo in una ciotola insieme al pangrattato, alla farina setacciata e alle uova, aggiungendo nonnulla di noce moscata.

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Mescolate con una forchetta e, quando le uova avranno intriso per bene gli altri ingredienti, continuate ad impastare a mano fino a formare una palla liscia e omogenea.

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Avvolgete l’impasto nella pellicola e fatelo riposare in frigorifero almeno mezz’ora, dopodiché formate i passatelli con uno schiacciapatate a fori larghi, direttamente sul brodo in bollore.
Una volta risaliti in superficie, lasciateli bollire altri 2 o 3 minuti prima di spegnere il fuoco.

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Se dovete preparare la versione asciutta, scolateli delicatamente con l’aiuto di un ramaiuolo e metteteli in padella dove li tirerete gentilmente con una noce di burro e gli ingredienti prescelti, altrimenti metteteli direttamente nei piatti con abbondante brodo.

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Questa preghiera serve a riconciliarsi con la vita, soprattutto nelle giornate invernali, magari accompagnata da un buon rosso, risa, schiamazzi e pirati che vi vogliono bene.
RAmen.

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