copertina inglese

Il popolo del tappeto – Terry Pratchett

“Chiamavano se stessi I Morrunghi, ossia La Gente, o I Veri Esseri Umani.

È così che la maggior parte della gente chiama se stessa, tanto per cominciare. Finché un giorno si incontra dell’altra gente e le si affibbia un nome tipo L’Altra Gente o, se si è di cattivo umore, Il Nemico. Se a qualcuno venisse in mente un nome tipo Un Altro Po’ Di Veri Esseri Umani, tutti si risparmierebbero un sacco di guai.”

Difficile dargli torto, a Sir Pterry.

 

Il popolo del tappeto è un tipo più unico che raro di romanzo a quattro mani – dal momento che è stato scritto da un ragazzo di diciassette anni e da un uomo di quarantatre, che casualmente erano la stessa persona.

 

E così mentre la prima versione, quella del 1971, parlava di maghi e battaglie e re, quella rimaneggiata nel 1991 (e uscita l’anno seguente) tenta di parlare di come evitare battaglie e re… il che può rivelarsi piuttosto complicato, soprattutto se i misteriosi Tizi che ricordano fin troppo bene per conversare facilmente con le persone normali – perché ricordano il domani, oltre all’ieri – sostengono che sta per iniziare un’epoca di guerra e distruzione.

E un leggendario fenomeno naturale torna dopo generazioni a devastare tutto, popoli semidimenticati arrivano al suo seguito per invadere e uccidere corredati di mostri leggendari, i re vanno in giro a farsi pietrificare, le fortezze vengono conquistate e liberate, e l’impero collassa.

 

Di alcune cose si può essere certi, però:

 

– i tizi bassi non vanno sottovalutati;

– i filosofi sono utili in battaglia;

– lo zucchero piace davvero a tutti;

– prendere decisioni è spaventoso;

– gli eserciti in gamba si basano sui sergenti;

– non devi per forza accettare il futuro, puoi provare a cambiarlo.

 

 

Autore: Terry Pratchett

Titolo: Il popolo del tappeto

Titolo originale: The carpet people

Casa Editrice: Mondadori. Sempre che riusciate a trovarlo. Se lo volete leggere in italiano, vi conviene puntare direttamente sulle bancarelle dell’usato e sulle biblioteche pubbliche. La versione in inglese, invece, è reperibile senza alcuna difficoltà sia in versione cartacea che digitale.

Pagine: fra cento e centocinquanta.

Avvertenza IMPORTANTE: la lettura dei libri di Terry Pratchett può causare dipendenza, assuefazione, crisi di ilarità, desiderio di fare turismo in posti che secondo i benpensanti non esistono, e accumulo di libri di Terry Pratchett su ogni superficie disponibile fino al giorno in cui vi renderete conto che vi servono degli scaffali möbius.

copertina italiana

 

 

 

 

 

  • Ha detto che Pismiro è un filosofo.
  • Mai saputo. Che roba sarebbe?
  • Qualcuno che pensa, credo.
  • Be’, anche tu pensi. Ti ho visto seduto a pensare un sacco di volte.
  • Non sempre penso – ammise Glurk. – Certe volte sto seduto e basta. – Sospirò. – Comunque pensare non è difficile. Il problema è riuscire a raccontare quello che hai pensato.
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