Il paradiso degli orchi

Il paradiso degli orchi – Daniel Pennac

Gli orari della vita dovrebbero prevedere un momento, un momento preciso delle giornata, in cui ci si potrebbe impietosire sulla propria sorte. Un momento specifico. Un momento che non sia occupato né dal lavoro, né dal mangiare, né dalla digestione, un momento perfettamente libero, una spiaggia deserta in cui si potrebbe starsene tranquilli a misurare l’ampiezza del disastro. Con queste misure davanti agi occhi, la giornata sarebbe migliore, l’illusione bandita, il paesaggio chiaramente delineato. Ma se si pensa alla propria sventura tra due forchettate, con l’orizzonte ostruito dall’imminente ripresa del lavoro, si prendono delle cantonate, si valuta male, ci si immagina messi peggio di come si sta. Qualche volta, addirittura, ci si crede felici!

Signore, signori, e possibili varianti, venite a Il paradiso degli orchi a fare la conoscenza di Benjamin Malaussène, che dovrebbe essere raccontato da Daniel Pennac ma invece si racconta da sé – Benjamin Malaussène di Belleville, di professione Capro Espiatorio ai Grandi Magazzini, di vocazione fratello maggiore cantastorie per i piccoli, figli di una madre perennemente in fuga e quasi perennemente incinta, che ogni sera a gran voce dai loro letti a castello chiedono pretendono esigono il seguito… venite ad incontrare Louna che assiste gli infermi, Théo delle fototessere e del vatapà, Clara con la sua voce liscia come un biliardo e la sua macchina fotografica, Amar e Hadouch, Thérèse tutta spigoli e ginocchia in mezzo a tarocchi e oroscopi, Stojil la sentinella, Jérémy scolaro impossibile, Zia Julia, incarnazione dell’implausibile, e il Piccolo con gli occhi strabici dietro gli occhiali rosa…

Venite a scoprire come farà Benjamin a barcamenarsi fra il lavoro (Capro Espiatorio, non dimenticatelo mai), la gravidanza di Louna, le predizioni di Thérèse, gli esami di Clara, le intemperanze di Jérémy e gli incubi del Piccolo, il tutto mentre ai Grandi Magazzini iniziano ad esplodere bombe, lasciando clienti traforati dai rottami e attirando clienti in più per la psicotica legge del turismo da adrenalina…

Venite a scoprire chi è, che mette le bombe ai Grandi Magazzini, e tenete ben presente una cosa: un Capro Espiatorio è qualcuno a cui tutti danno la colpa.

Au bonheur

Autore: Daniel Pennac

Titolo: Il paradiso degli orchi

Titolo originale: Au Bonheur Des Ogres

Casa Editrice: Feltrinelli.

Pagine: la mia copia dice 202.

Note:

Primo libro di una serie, ma autoconclusivo; leggetelo pure senza temere cliffhanger.

Avvertenza medica: può causare dipendenza. Vi ritroverete, esattamente come i bambini sui loro letti a castello, a volere il seguito.

des ogres

 

 

 

– Credo che a poco a poco stia rinvenendo.

Oh! piano, per favore, rinvenire piano, il più piano possibile, ho appena fatto la conoscenza del Dolore. Carlo, non abbandonarmi, non farmi riprendere, Carlo Emilio, non voglio lasciarti!

– Cosa dice?

– Dice che non vuole lasciare un certo Carlo Emilio Gadda, e francamente lo capisco.

– Un italiano?

– Il più italiano di tutti, Elisabeth, piano con il caffè, o finirà per soffocarlo.

 

(Sì. Sì, hanno fatto anche il film. Un po’ diverso, ma c’è.)

 

 

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