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Giornata mondiale contro l’HIV

Io preferirei davvero che tu evitassi di fare agli altri quello che vorresti fosse fatto a te se sei uno che apprezza, ehm, cose che fanno largo uso di pelle/lubrificanti/Las Vegas. Se anche l’altra persona le apprezza (purché si rispetti il quarto punto), allora dateci dentro, fatevi foto, e, per l’amor di Mike, indossate un preservativo! In tutta onestà, è un pezzo di gomma.  Se non avessi voluto che fosse piacevole farlo, avrei aggiunto delle spine, o qualcos’altro.”

L’ottavo condimento mi è sempre appartenuto, non a caso, quando sono stata pastezzata ho scelto proprio questo. In questa giornata vorrei sottolineare l’importanza delle ultime frasi del Prodigioso, specialmente: “indossate il preservativo”!

Si, perchè ad oggi, la via principale attraverso la quale si diffonde il virus dell’HIV/AIDS è quella sessuale, ed il mezzo più sicuro per la prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale, HIV e AIDS comprese, è proprio il profilattico.

Desidero approfittare della giornata mondiale contro l’HIV per approfondire un tema del quale non si discute mai abbastanza a parere mio, e che interessa tutti noi confrittelli, una malattia che sfortunatamente in 30 anni ha mietuto oltre 39 milioni i morti, e che tutt’oggi affligge 35 milioni di persone nel mondo, ed è in costante crescita a causa dell’ignoranza delle sue vittime.

Prima di tutto ci terrei a precisare che HIV e AIDS non sono la stessa cosa:

Le persone che contraggono il virus HIV (quindi sieropositive) non sono automaticamente considerate malate di AIDS, anche se sono destinate a diventarlo in assenza di cure adeguate. Soltanto quando il livello dell’infezione supera una determinata soglia e ha distrutto le difese immunitarie dell’organismo il soggetto è considerato malato di AIDS, il che avviene in circa 10-12 anni.

Cosa succede al proprio corpo una volta contagiati?

Il sistema immunitario di una persona sieropositiva perde gradualmente la sua funzionalità fino a lasciare l’organismo totalmente indifeso da batteri ed agenti dannosi per il corpo.

Se non curata, la malattia fa si che compaiono gravi e croniche infezioni opportunistiche (infezioni provocate da virus/batteri/funghi, che, in una persona non infetta difficilmente darebbero origine ad una malattia, mentre nei soggetti sieropositivi si manifestano nella loro forma più violenta), problemi neurologici e tumori.

Quali sono le vie di trasmissione?

L’HIV si trasmette per via sessuale, ematica e materno-fetale nel momento in cui il sangue infetto viene a contatto con il sangue di chi invece è sano.

Il virus si trova nei liquidi biologici (sangue, liquido seminale, secrezioni vaginali, latte materno) di una persona sieropositiva e può passare attraverso microlesioni della bocca, dell’ano, degli organi genitali, oppure attraverso lacerazioni della pelle, attraverso alcune mucose (occhi, parte interna del naso) raggiungendo così il flusso sanguigno di un’altra persona, infettandola a sua volta.

La saliva non è uno dei fluidi corporei che veicola la malattia, di conseguenza possiamo tranquillamente sfatare il mito secondo il quale ci si possa infettare attraverso il bacio (sempre che chi è infetto non abbia tagli aperti in bocca).

Abbiamo quindi capito una cosa fondamentale per proteggerci e comunque vivere un rapporto sereno con chi è sieropositivo: la necessità di protezione riguarda solamente i rapporti sessuali e il contatto col sangue, la pelle perfettamente integra non fa passare il virus.

Questo significa che possiamo tranquillamente stringere la mano a una persona malata di HIV/AIDS, abbracciarla, condividere con essa pasta ed una prodigiosa birra, salpare assieme ad essa su di una nave pirata e molte altre cose senza paura di restare contagiati.

Se doveste trovare assieme un tesoro in un isola sperduta evitate i patti di sangue! Stendete un contratto o spendete il prezioso oro in birra, che non è mai una cattiva idea!

Inutile dire che è assolutamente vitale evitare di utilizzare siringhe, aghi per piercing e/o tatuaggi, spazzolini, lamette o qualsiasi oggetto tagliente già utilizzato da persone malate di HIV/AIDS (ma anche in generale eh!)

Per quanto riguarda la prevenzione della trasmissione per via materno-fetale è inutile dire che ci vuole la consulenza dei medici, i quali si occuperanno di prescrivere alle madri contagiate dei farmaci antiretrovirali (farmaci che bloccano il virus, ma che sfortunatamente non lo curano) che potrebbero ridurre a meno del 2% la percentuale di trasmissione al feto.

Per gli uomini sieropositivi esiste una procedura detta “lavaggio dello sperma”, che evita il contagio sia della madre sia del figlio.

Riassumendo: usate il profilattico e niente contatto con sangue e fluidi corporei infetti perchè una volta contratta la malattia non si torna più indietro.

Già, nel caso ancora non ne foste a conoscenza: non c’è cura.

Detesto diventare la mamma-chioccia della situazione ma amo tutti i miei confrittelli e vorrei evitare di vedervi sopportare una malattia simile, quindi, parafrasando il Prodigioso ci tengo a ribadire le sue spaghettose parole un’ultima volta:

PER L’AMOR DI MIKE: INDOSSATE UN PRESERVATIVO!

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