Exporco?

EXPOrco?

Di recente ho visitato l’Expo di Milano. Devo ammetterlo. Molto bello. Se per bello intendiamo
architettura e design. Oppure i vari “arricreamenti” alle sedie trottola sotto l’albero della vita,il sentiero sospeso nel vuoto del padiglione del Brasile,lo scivolo nel padiglione tedesco o le altalene e i monopattini nel padiglione dell’Estonia.

Una magnifica riproduzione del PSV
Una magnifica riproduzione del PSV

Alimentazione? Si, fra i vari lavori in corso si può ammirare qualche orticello o alcune visite guidate che ti fanno rimpiangere le gite fatte ai tempi dell’elementari. Ma la magnificenza delle strutture fa passare il tema quasi in secondo piano. Non fraintendetemi,dal cibo sei circondato . Fra baracchini e ristoranti ci si può abbuffare quanto si vuole ,come in qualsiasi fiera di paese.Con l’unica differenza che con meno di 2,50 € non puoi bere neanche 1/2 l di H2O. Obbiettivamente ci sono molti “punti acqua” dove poter riempire le proprie bottigliette gratuitamente ma ovviamente non funzionano.A mia sorpresa, neanche troppa sinceramente, l’unico stand che ha rispecchiato perfettamente il tema “nutrire il pianeta” è quello di McDonald’s. L’unico “ristorante” pieno che con pochi euro ti fornisce un abbondante pasto. Ok, serviranno cibo pieno di zuccheri, grassi,sfruttamento ambientale e del lavoro ma almeno hanno dato da mangiare a tutti. Non so se il fast food sarà in grado di “nutrire il pianeta” ma i visitatori Expo di sicuro. 

Quelle belle cene di una volta
Quelle belle cene di una volta

Per fortuna fra biglietto d’ingresso serale e metro ho pagato solo 10 euro (non 30 come quello giornaliero) e non ci ho perso troppi soldi. Ma la speranza di uscirne un po’ più ricco di cultura è svanita nell’aria (che poi dover pagare per “imparare” ad “essere sostenibile” non mi sembra eticamente corretto,ma sono particolari ).
Tranquilli frittelli miei, Expo qualcosa dentro te la lascia,nelle poche ore passate a girovagare ho capito questo:
a nessuno Stato importa davvero delle problematiche che dovranno affrontare i nostri figli in futuro. L’importante è che il mondo veda il mio come quello col cazzo più duro. Credo che sia questo lo scopo dell’investimento di milioni di euro per l’architettura di un padiglione.

L'autore in compagnia di due frittelli
L’autore in compagnia di due frittelli

Mi sarebbe piaciuto vedere chi ha veramente creato da millenni un’alimentazione sostenibile. Parlo di quella cultura agricola che rispettava qualsiasi dono della terra. Quella cultura che non buttava via neanche un pezzo di pane vecchio di una settimana e che inventava una ricetta per recuperarlo e mangiarlo.
Di questa cultura non né ho percepito neanche l’ombra. Mentre l’ambiente circostante mi ha trasmesso un senso di sicurezza incredibile, come se nel mondo tutto andasse per il verso giusto. Ho visto padiglioni fantastici di Stati la cui popolazione è affamata e disperata da decenni. Mi sono chiesto: “come fanno a realizzare un’opera simile se la loro gente muore di fame? Ma si dai! Le cose andranno bene, dopotutto che ne posso sapere io di come si vive in Angola o Cambogia. Si, vivranno benissimo”.

Esattamente signori, Expo è proprio questo:
Una gran bella gnocca con le malattie veneree.

Insomma, l’inferno pastafariano è ancor più vicino di quando immaginassi.

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