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Costolette di maiale alla birra con patate

È noto che uno dei libri comici più sottovalutati della cultura occidentale, narra di un Dio che sottrae una costola al primo uomo per creare la sua corrispondente femminile. Senza nulla togliere a questo mirabile miracolo dell’ingegneria genetica, il Prodigioso Spaghetto Volante potrebbe addirittura fare di meglio, ma, siccome raramente è cosciente e comunque non ne avrebbe molta voglia, noi suoi seguaci potremmo cercare almeno di emulare tali gesta.


Per allenarci tenteremo un esperimento che prevede di procurarci alcune costole di maiale, mescolarle con la birra, sottoporle a calore intenso per creare un gustoso quanto corroborante piatto.
A livello simbolico, l’animale sacro per la sua eccellenza gastronomica e la bevanda sacra dei pastafariani vengono uniti in altrettanto sacro pastrimonio con esiti succolenti. Per non farci mancare nulla e dare un senso ancora più alto alla ricetta, aggiungiamo anche le patate, proprio in ricordo della creazione della prima donna da parte della nostra superstar barbuta.
Per gli aderenti a diffuse religioni monoteiste in cui si vieta il consumo di maiale e/o quello di bevande fermentate e volessero cimentarsi nella preparazione, consiglio di convertirsi a credenze più sensate e tolleranti, oppure di limitarsi alla prima parte della ricetta.

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Ingredienti per due pirati
1 kg di costolette di maiale
1 kg di patate
1 litro di birra (più un altro paio da bersi nell’attesa)
2 spicchi d’aglio
Qualche rametto di rosmarino
Olio EVO
Sale e pepe

La prima cosa da fare è procurarsi le costolette di maiale. Purtroppo in Italia non è uso comune differenziare le diverse parti di questo taglio, ma per questo piatto consiglio di utilizzare le cosiddette “baby ribs” che non sono costolette di un piccolo maiale, bensì la parte più vicina alla colonna vertebrale e al lombo. Sono più curve e leggermente più magre, quindi adatte anche alla stufatura in padella. Le altre, le “spare ribs” sono più dritte e grasse perchè si trovano vicino al taglio della pancia del maiale. Forse non è semplice sceglierle nelle confezioni del supermercato, ma se conoscete un macellaio (tenetevelo stretto perchè è una razza a rischio di estinzione) saprà sicuramente consigliarvi.

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Prendete le patate, lavatele bene senza sbucciarle. Tagliatele a cubetti non più grandi di un dado da gioco e buttatele in un’ampia padella con cinque o sei cucchiai di olio ben caldo insieme a due spicchi d’aglio interi.

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Tutte le patate dovrebbero toccare la superficie della padella per colorirsi meglio. Mescolatele spesso, salatele e, una volta dorate, scolatele e tenetele a parte: anche se sono un po’ indietro di cottura non importa perchè verrà ultimata più tardi.

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Tagliate le costolette e ponetele nella stessa padella, mantenete il fuoco vivace e rosolate bene la carne fino a che il profumo della reazione di Maillard non avrà invaso la cucina.

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Dopo una decina di minuti, buttate in padella qualche rametto di rosmarino e versate la birra sulle costolette fino quasi a coprirle. In questo caso ho usato una birra chiara, ma ottima è anche una birra scura, come una stout o una porter che hanno un aroma più spiccato.

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Chiudete con il coperchio e trasferite sul fuoco più basso dopo avere aggiustato di sale e di pepe. Lasciate cuocere almeno un’ora o comunque fino a che il liquido non si sarà ritirato completamente, a quel punto eliminate una parte del rosmarino e ributtate le patate dentro alla padella. Mescolate molto bene a fuoco vivace per una decina di minuti per terminare la cottura delle patate.

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Servite questa delizia agli altri pirati presenti e rendete grazie per questo ennesimo miracolo (anzi, birracolo) nato da una costol(etta).

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