Come è scandalosa quella donna. Che cosa fa? Ride!

Le piratesse, donne sconce, avventurose, avventuriere, madri, maritesse, amantesse, amiche.

Noi piratesse partiamo all’arrembaggio dell’arcobaleno, della dignità nel fine vita, dell’assistenza sessuale ai disabili, della libertà di espressione. Siamo blasfeme. Ruttiamo e qualche volta cadiamo sbronze.
Noi piratesse pastafariane siamo donne con la pretesa della felicità. Brindiamo alla faccia di chi ci vuole male!
Nella giornata dedicata alla donna, alle sue lotte contro gli stereotipi, le discriminazioni, le violenze, da piratessa ho deciso di non offrire mimose – ché con i fiori non si fa nulla – ma un’onda di risate, perché ridere degli stolti, dei poteri economici, religiosi, consumistici, ridere finanche di noi stesse, è l’arma con cui carico il cannone.

Spariamo risate!

Ridiamo di chi vuole colpevolizzare la libertà di scelta nella vita sessuale e riproduttiva, di chi ritiene le donne non idonee alla vita politica e scientifica, di chi fa spallucce e ci bolla come “isteriche” in fase mestruale;
ridiamo di chi ci immagina a piagnucolare per le nostre malattie, di chi ci pretende sante, badanti, dal linguaggio sempre pulito.

Ridiamo!

Ride Sarah Silverman [https://www.youtube.com/watch?v=ahdR6aHQvMQ] con gli attivisti di “Lady parts justice”, la piattaforma che negli Stati Uniti utilizza la commedia, della cultura e dei media digitali per denunciare l’erosione del diritto di decidere della propria vita sessuale e riproduttiva.

Ride Maysoon Zayid, attivista statunitense di origini palestinesi affetta da paralisi cerebrale, la quale, compreso che le origini etniche e la disabilità limitavano la sua carriera, decise di dedicarsi alla stand up comedy e di destinare l’80% del ricavato a programmi di educazione artistica per bambini disabili ed orfani nei campi per rifugiati in Palestina.

Ride Maria Bamford della sua disfunzionale famiglia, dei suoi problemi di depressione e ansia, generando un materiale satirico dalla comicità surreale, claustofobica, con un’inedita attenzione alla parte vocale.

Ride Sabina Guzzanti nel Tg Porco e ridiamo noi grazie alla sua capacità di profanare i panni della politica attraverso la caricatura. [https://www.youtube.com/watch?v=nFlTkRc5oHI].

Ride la regina della parolacce, Luciana Littizzetto.

Ride Rosalia Porcaro della disoccupazione nel Sud, mantenuta in vita dai “Donatori di lavoro”.

Ride Ellen DeGeneres, dopo la morte dell’ex-fidanzata, rivolgendosi a Dio nel monologo “Phone Call to God”. Prima attrice apertamente omosessuale ad interpretare un personaggio omosessuale in televisione, è ancora oggi un punto di riferimento per evidenziare il ridicolo delle stereotipie di genere [https://www.youtube.com/watch?v=JnusO2OXWp4].

Ridono le molte comiche che trasformano difetti fisici in punti di forza, quelle che dicono “cazzo” non per intercalazione, ma proprio per riferirsi con sostantivo realistico e vivace al membro maschile.

Ride Velia Lalli che ha lasciato una carriera da ingegnere per immolarsi alla cattiveria satirica [https://www.youtube.com/watch?v=yIWAbxiw8bI]

Ecco, oggi vorrei proprio offrire una birra a tutte loro, a Elle Kappa che disegna e basta, e non concede interviste, a Marina Franklin: «I like the little ones. He’s young and white. So I’m not just a cougar, I’m a black panther», alla pioniera della stand up comedy in Argentina Natalia Carulias, a Fernanda Metilli che ricorda che la satira dice la verità con cattiveria.

Ma come, la donna può essere cattiva? Non deve essere esemplare, materna, fedele? Delicata come un fiore?
L’ 8 marzo le piratesse rivendicano il diritto di essere un po’ furfanti, un po’ concentrate sui propri “loschi” interessi, fiere di “volere”, di “volere ancora”. Peccato per voi: non siamo come ci avevate immaginate. Siamo come siamo!
L’8 marzo le piratesse brindano tra loro alla possibilità di essere pessime, egoiste, ruffiane e millantatrici, di esserlo simpaticamente, senza sotterfugi, facendo ridere.

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