Basta un poco di zucchero…

Gentili Donzelle Pastafariane o meno, siete state informate (mi auguro) del fatto che da qualche mese è ormai disponibile nelle farmacie la pillola dei cinque giorni dopo ellaOne, un contraccettivo d’emergenza a base di trenta milligrammi di Ulipristal acetato (se siete riuscite a leggerlo alla prima si vede che avete una lingua molto snodata e ciò è senz’altro interessante, comunque proseguiamo).

Per chiarire le idee a chi non sappia ancora bene come funziona un contraccettivo di emergenza: lo scopo di queste pillole “day after” è quello di ritardare una eventuale ovulazione in modo che gli spermatozoi (che vivono al massimo 48 ore) schiattino prima che arrivi l’ovulo da fecondare. Si noti bene che quindi non sono presìdi abortivi come qualcuno vorrebbe farvi credere (incluso talvolta perfino il Consiglio Superiore della Sanità, che tuttavia cozza con quello dell’Agenzia Italiana per il Farmaco il quale a sua volta si rifà al parere dell’European Medicines Agency e… non so perché, ma quando si tratta di leggi sull’etica della medicina, tendo sempre a fidarmi più dell’Europa che dell’Italia).

Poiché la pratica val meglio della grammatica, ho pensato bene di offrirmi come cavia, accontentando peraltro quella frangia di animalisti estremisti che un giorno mi chiese pacatamente di sperimentare i farmaci su di me. Eccomi! Non ascoltate coloro che vi dicono che un bel giorno, come la più imbranata delle quindicenni, mi sono ritrovata il blister di anticoncezionale in mano notando che ero rimasta una pillola indietro; in realtà è stato un gesto assolutamente calcolato.

Qualche volta gli incidenti capitano.
Gli incidenti càpitano.

A integrazione di questo esperimento scientifico, aggiungerò alcune considerazioni derivanti dalla mia esperienza passata. Infatti, in passato ho fatto uso dei contraccettivi di emergenza in altre due occasioni, e sebbene in quei frangenti si trattasse di eventi senza colpa mia (il metodo barriera era stato sì correttamente adottato eppure non aveva retto all’incontenibile passione), questo per alcuni farà di me una persona sicuramente orribile e irresponsabile. O forse è più irresponsabile rischiare una gravidanza quando tu preferiresti davvero non ricorrere all’aborto ma sai comunque di non poter provvedere al bambino? Boh, mi confondo sempre.

Comunque, parliamo della mia divertentissima esperienza con ellaOne. A dire il vero mi è andata piuttosto bene, ho trovato una farmacista (sicuramente confrittella anche se lei non lo sa) molto comprensiva e disponibile, la quale si è limitata a chiedermi se a mio giudizio valesse veramente la pena ingurgitarsi un petardo ormonale e farselo esplodere dentro, ma alla mia disamina della situazione non ha opposto ulteriori obiezioni.

Non intendo sponsorizzare un uso leggero di questo farmaco. Troverete delle descrizioni in cui vi viene detto che “il farmaco è generalmente ben tollerato dall’organismo”, ed è vero, nella misura in cui si può tollerare un monologo della Miriano: con molta pazienza e con tanta buona volontà, però che fatica.

Gli sbalzi di umore sono frequenti dopo l'assunzione della pillola dei 5 giorni dopo.
Gli sbalzi di umore sono frequenti dopo l’assunzione della pillola dei 5 giorni dopo.

Tenendo presente che le donne sono tutte diverse, potete aspettarvi che nei giorni successivi il vostro corpo perda un pochino la rotta. Tra le sensazioni da me registrate posso elencare sbalzi nella temperatura percepita, nausea, mal di testa, capogiri, stanchezza assurda, e tensione al seno (il che, essendo io una tavola da surf mancata, è stato l’unico lato positivo), e il ciclo successivo è stato più pesante del solito che già non è proprio una meraviglia. Anche il vostro cervello potrebbe perdere un pochino la rotta. La frequenza e l’intensità degli sbalzi di umore possono arrivare a livelli tali da sostituirsi alla corrente alternata con gran risparmio di energia. La cosa bella è che essendo donne, siamo già umorali di nostro, quindi magari non si nota.

Insomma, non rischierete la vita con la pillola dei cinque giorni dopo a meno che a) Non abbiate gravi malattie del fegato (quindi, confrittelle pastafariane, se bevete come delle spugne fatevi due conti) b) I vostri sbalzi di umore non generino in qualcuno attorno a voi degli istinti omicidi. Tutto sommato, meglio non trovarsi a doverla prendere. Senza contare che costa la bellezza di 35 euro, che certo sono pochi rispetto al costo di una maternità, ma andrebbero meglio spesi, che ne so, in due confezioni da 24 di bottiglie di San Miguel, e la cosa un po’ mi ha fatto soffrire.

La novità della legge sul contraccettivo d’emergenza è che per le maggiorenni non esiste più l’obbligo di presentare la prescrizione medica. Le minorenni, ahiloro, devono ancora farsela fare, ma le maggiorenni si ritengono responsabili della propria salute. Per quanto detto sopra riguardo al costo e agli effetti collaterali, qualunque donna sana di mente capisce che abusarne non è una scelta sensata.

In precedenza, poteva capitarvi la fortuna di avere un medico obiettore (alla ASL certe cose non te le dicono, come ebbi modo di scoprire). Non che questo sia una buona scusa: gli studi sull’effetto dei contraccettivi di emergenza hanno dimostrato che una singola assunzione non influenza l’esito di una eventuale gravidanza. Ma la maggior parte dei medici obiettori non fa differenza, molti provano ad affermare il contrario contando sulla scarsa informazione in proposito, e questo a mio avviso non fa che dimostrare come, salvo in rarissimi casi, l’obiezione di coscienza trascenda le sue motivazioni ufficiali per manifestarsi qual è: il subdolo tentativo patriarcale di punire le donne che hanno osato conquistarsi una vita sessuale libera. Hai voluto abbandonare la retta via, la castità e la continenza e ora ti trovi in difficoltà? Ben ti sta.

Anche quando non vi sono gli estremi per l'obiezione di coscienza, la colpevolizzazione di chi ricorre alla contraccezione d'emergenza è piuttosto comune.
Anche quando non vi sono gli estremi per l’obiezione di coscienza, la colpevolizzazione di chi ricorre alla contraccezione d’emergenza è piuttosto comune.

I grattacapi non si limitavano ai medici obiettori: potevano anche capitare i medici semplicemente rompicoglioni, come la simpatica figliola che, dopo oltre 4 tristi ore in sala d’aspetto la prescrizione me la concesse, non prima però di aver tentato di tutto pur di farmi sentire una bimbaminchia qualunque urlandomi letteralmente in faccia davanti a tutto il suo staff perché in quel periodo non prendevo la pillola. Immagino che alla Dott.ssa Empatia non fosse mai capitato di fare valutazioni sbagliate in vita sua, magari guidata da qualcuno di cui si fidava. O sta’ a vedere che, anche nel caso in cui manchi una vera e propria obiezione di coscienza, in qualche modo, proprio nel momento in cui te la stai facendo sotto perché hai timore di rimanere incinta, devono fartela pesare lo stesso? O forse la figliola in questione voleva solo farmi sentire in colpa perché, evidentemente, avevo fatto sesso molto più recentemente di lei.

Per i farmacisti rompiscatole purtroppo non c’è ancora niente da fare, ma per ovviare a eventuali inconvenienti concludo con un piccolo vademecum in otto punti da usare all’occorrenza:

  1. Tutte le farmacie sono tenute ad avere ellaOne a disposizione entro le 24 ore. Farmacista obiettore e testardo? Cambiare farmacista e segnalare l’inadempienza.
  2. Non è richiesto il test di gravidanza (aspettare fino a fine ciclo per sapere se si è rimasta incinta prima di assumere un contraccettivo di emergenza mi pare una discreta minestra di contraddizioni)
  3. Non è vero che probabilmente non funziona (eh sì, hanno provato a dirmi pure questo). Non funziona sempre, ma questo è vero per qualsiasi medicina.
  4. Non è vero che si rischia la vita (vedi sopra). Non si sta benissimo, ma mezz’ora di Radio Maria ha effetti peggiori.
  5. C’è chi sostiene che ellaOne sia parente stretta della pillola abortiva RU-486. Ma sì, in fondo differiscono solamente per principi attivi, tempi di assunzione e meccanismi di azione.
  6. Sei una minorenne, hai bisogno di una prescrizione e hai problemi col medico (obiettore/non reperibile/non disponibile in qualsivoglia modo)? Rivolgiti a un consultorio laico (es. AIED).
  7. Se qualcuno prova a umiliarvi e a farvi passare per (aggettivo dispregiativo sessista a caso), rimanete calme e ribadite che state solo esercitando un vostro diritto, e che il contraccettivo di emergenza è un contraccettivo, non una forma di aborto, almeno secondo quanto sostengono l’Agenzia Italiana del Farmaco, l’European Medicines Agency e tutta una serie di studi.
  8. Casomai non fossi stata abbastanza chiara, la pillola dei cinque giorni dopo non è una passeggiata e comunque non protegge dalle malattie sessualmente trasmesse. Frittelle, il Prodigioso preferirebbe davvero che voi vi divertiste come vi meritate, ma proteggendovi.

Buona fortuna e buon divertimento 😉

 

 

 

 

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Quartermaster Tuna

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