Quando il tricolore si fa verde basilico, bianco pasta e rosso pomodoro

Esistono date che entrano nella storia con forza, prepotenza e purtroppo, a volte, anche con violenza. Altre invece che vi scivolano dentro, quasi di soppiatto e con passo ovattato.

Sabato 13 maggio 2017 è stata una data storica per questo Paese e per i cittadini che lo abitano, uno di quei momenti che segnano un giro di boa sconosciuto però ai più, una data importante per la libertà delle persone: la libertà di dichiarare il proprio amore e il proprio credo religioso a piena voce e alla luce del sole.

Quando questi, solo in apparenza, timidi appuntamenti con la storia avvengono in pochi riescono a coglierne appieno la portata. Nel 1797, il 7 gennaio alle ore 11 solo un centinaio di persone in quel di Reggio Emilia assistettero alla nascita e al primo sventolio di quel tricolore verde, bianco e rosso che oggi conosciamo come bandiera italiana.

pasta6bImmaginate quindi quale è stata l’emozione delle persone che sabato scorso, 220 anni dopo quella data hanno partecipato ad un altro evento storico in quella medesima “Sala del Tricolore”.

Quel giorno, in quello stesso luogo infatti si è celebrato il matrimonio con rito civile di Andrea Sommani e Alessio Conti. Due giovani decisi ad unirsi non solo però di fronte al loro Paese, ma anche di fronte al loro dio: il Prodigioso Spaghetto Volante della Chiesa Pastafariana. (altro…)

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Anche nello sport il Pastafarianesimo avanza spedito

Riceviamo da un componente dei Prodigiosi Spaghetti Volanti e volentieri pubblichiamo.

 

birraesport

IL VERO SPORTIVO SI DISSETA CON LA BIRRA!”

Il Prodigioso, la scienza e… la “drinking culture” dell’Arsenal.

(di Dario TestadiLattuga Mameli)

“Il vero sportivo si disseta con la birra!”

Proprio partendo da questa affermazione il Prodigioso decise di costituire una squadra di pallavolo, I Prodigiosi Spaghetti Volanti.

Non deve essere stato facile per lui trovare dei giocatori bravi e allo stesso tempo accaniti bevitori. Infatti, si concentrò maggiormente su questa seconda qualità e creò una squadra con delle imperfezioni pallavolistiche. Giusto così! Non dimentichiamo che in preda ad una marcata intossicazione alcolica ha creato un mondo imperfetto.

Dovrebbe bastare questo per capire il forte legame che esiste tra la birra e lo sport. Purtroppo però nel nostro mondo esistono i razionali e gli scettici, coloro insomma che non si fidando del Prodigioso e che sono sempre alla ricerca di qualcosa di scientifico e/o medico.

A queste persone bisogna ricordare che la birra è un prodotto naturale, la bevanda naturale più povera di contenuto calorico (dato che qualsiasi spremuta di frutta, a eccezione del succo di limone, ne ha uno maggiore). Inoltre è costituita per il 92% d’acqua, contiene proteine (facilmente assimilabili, trattandosi in massima parte di peptidi e amminoacidi), sali minerali (potassio, fondamentale per l’equilibrio sodio/potassio; fosforo, particolarmente importante per gli sportivi e per l’equilibrio dietetico calcio/fosforo; magnesio, importante per l’attività muscolare; zinco, importante nell’azione di molti enzimi fra cui le varie deidrogenasi, che aiutano il fegato nell’eliminazione delle tossine; selenio, che permette una migliore ossigenazione dei tessuti periferici), vitamine del complesso B, polifenoli, antociani.

Il Prodigioso, la scienza e… la “drinking culture” dell’Arsenal. Un racconto di Ray Parlour, tratto da Football is NOT Ballet:

«Eravamo in trasferta ad Anfield. Ero un giovane, destinato alla tribuna con altri 6-7 compagni.
Prima della partita siamo andati a bere nella lounge della Carlsberg. Birra gratis, non male. Avevo già bevuto 4 pinte quando, 10 minuti prima della partita, il vice-allenatore Stewart Houston è venuto a cercarmi.
“C’è stato un infortunio nel riscaldamento, scendi e cambiati”, mi ordinò.
Mi sono cambiato e mi sono accomodato in panchina, puzzando di alcol. A 20 minuti dalla fine, l’allenatore George Graham mi ha ordinato di scaldarmi e di entrare.
Quel giorno, ho giocato bene e ho anche fatto un assist. Ma l’allenatore mi ha comunque multato due settimane di stipendio, per essere sceso in campo mezzo ubriaco».

Beh, anche a me è capitato di bere qualche birra prima di giocare con i Prodigiosi Spaghetti Volanti, ricordo ancora quelle tre 0.50 bevute solamente mezz’ora prima della partita, giocata bene e vinta.

Ahrrr!

Bibliografia:

FARE&CONOSCERE LA BIRRA, Giunti Editore

Football is NOT Ballet

La squadra dei Prodigiosi Spaghetti Volanti

 

 

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Il Profeta ha parlato. Di Scienza.

Pastafariani a March for Science: una contraddizione?

24 aprile 2017

fsmrally

Mi congratulo e ringrazio tutti coloro che hanno preso parte alla March for Science. Mi sento sollevato nel vedere che la democrazia viene messa in atto da un gruppo di persone intelligenti.

Nonostante noi Pastafariani siamo scettici nei confronti della “scienza” e del “ragionamento logico basato sulle prove scientifiche”, rispettiamo il concetto di scienza, il fatto che ricerchi la conoscenza, e ammiriamo quelle persone che dedicano la loro vita a questa causa.

Allora perché non è una contraddizione per i Pastafariani – un gruppo tenuto insieme dalla fede – sostenere la scienza, o almeno sostenere gli scienziati?

Noi crediamo che un Onnipotente Prodigioso Sphagetto Volante modifichi l’universo che fa *sembrare* che il metodo scientifico sia affidabile, che la conoscenza dell’umanità e la sua evoluzione dall’uscita delle caverne fino all’accensione delle navicelle spaziali sia il diretto risultato di questo processo. Sembra che possiamo dedurre conclusioni attraverso la ragione e la sperimentazione.

Non possiamo incolpare gli Scienziati che non hanno ancora visto la Luce: non fanno altro che il loro lavoro e sono dotati di onestà intellettuale. Non possiamo dire lo stesso di altri gruppi, tra cui molti uniti da un Credo che si basa sulla fede.

Quindi perché il Pastafarianesimo è nel giusto, nonostante a volte contraddica la ragione? Perché il PSV dice così, e noi abbiamo fede1.

1. Il diallele è ammesso in ambito religioso

 

 

Articolo originale di Bobby Henderson.

Traduzione a cura del gruppo CPI – Interpreti e Traduttori

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Lettera all’Ordine degli Avvocati di Salerno

Con posta pec, il Presidente della CPI ha inviato la seguente richiesta all’Ordine degli Avvocati di Salerno che, ad oggi, non ha risposto alla missiva.
Invitiamo i pirati pastafariani a prendere visione del documento e ad esprimere opinioni a riguardo nelle apposite aree di discussione.


 

 

Alla cortese attenzione 

del Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Salerno
avv. Americo Montera

e del Consigliere delegato

avv. Fabio Moliterno

 

La Chiesa Pastafariana Italiana riceve notizia
che in data venerdì 16 dicembre 2016, presso l’aula Parrilli del Palazzo di
Giustizia di Salerno, con la collaborazione dell’Associazione “Avvocatura in
Missione”, il S. E. Mons. Luigi Moretti presiederà la Celebrazione Eucaristica.

Appellandoci agli articoli 7 e 8 della nostra
Costituzione che sanciscono l’eguaglianza delle religioni; al principio di
laicità declinato dagli articoli 2, 3, 19 e 22; a quanto ribadito dalla
sentenza n. 203 del 1989 dalla Corte costituzionale;

richiamando inoltre il principio pluralista,
derivante dai citati articoli, secondo il quale non dovrebbe essere possibile
allo Stato italiano dare prevalenza a un orientamento religioso o ideologico
rispetto ad un altro,

chiediamo

che la Celebrazione Eucaristica programmata per
il 16 dicembre 2016 si tramuti in un rito misto, affinché Pappa Scialatiella
Piccante I, pastefice massimo della nostra chiesa, possa prendere parte
all’evento pronunciando solenne pennedizione pubblica.

Ci rendiamo altresì disponibili per presiedere,
nella persona della nostra Pappessa, ad un evento interamente dedicato al culto
pastafariano: reputiamo infatti che l’Ordine degli Avvocati di Salerno – città
che ha dato i natali alla nostra amata Pappa – trarrà beneficio dal confronto
spirituale con una religione in grado di richiamarlo alla laicità dello Stato.

Nell’augurio che la passione per la legge apra le
menti, come avviene nei pastafariani per amor di fede, porgiamo i nostri più
ciordiali saluti.

Lì, Granarolo dell’Emilia, 12 dicembre 2016

Il Presidente
Marco Miglianti

Sede: Via Roma n°50 – 40057
Granarolo dell’Emilia (BO) – Codice Fiscale 91374300373 – IBAN
IT84J0501802400000000197547

w
eb: http://www.chiesapastafarianaitaliana.it – Email: info@chiesapastafarianaitaliana.it

 

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Pastafariani a Non Una di Meno

pirati-ahrroma-donne2Se il Prodigioso Spaghetto Volante si riavesse dalla divina sbornia, si stupirebbe moltissimo del fatto che le donne non siano ancora libere.

Si stupirebbe di constatare che, nella realtà concreta, esse non hanno pari diritti nel mondo del lavoro, che il lavoro tramuta la maternità in un ostacolo o in un problema, che siano oggetto di attenzioni sessuali non gradite, che siano violentate o discriminate, che siano moralmente condannate se non desiderano avere figli o se vivono con disinibizione la propria sessualità.

Ecco, il Prodigioso Spaghetto Volante si scandalizzerebbe.

In effetti, anche noi pastafarian* siamo perpless* di fronte ad alcune incoerenze.

Se la maternità è un dono, allora perché viverla come una malattia o perché, in quanto lavoratrici, esserne penalizzate? Se la sessualità è piacere, ma anche responsabilità, allora perché non introdurre nelle scuole un’educazione alla sessualità, al rispetto del proprio e dell’altrui corpo? Se la donna è davvero una persona e non un contenitore di progetti e volontà altrui, perché non può stabilire se e quando avere figli? Se l’aborto è un’esperienza dolorosa, difficile, perché non favorire alternative come la contraccezione farmacologica? Perché non agevolare l’accesso alla pillola RU486?

Se il Prodigioso Spaghetto Volante si fosse riavuto dalla sua divina sbronza proprio sabato 26 novembre, di certo si sarebbe compiaciuto di vedere la sua Chiesa partecipare al corteo “Non Una di meno”.

Avrebbe visto una manifestazione potente, avrebbe fatto Egli stesso carico di energia nell’apprezzare lo scambio di buone pratiche. Avrebbe visto tanti e tante, uomini e donne di ogni età, provenienza e appartenenza, fianco a fianco per costruire un mondo nuovo, determinato da un altro genere di relazione tra uomini e donne. Sarebbe stato contento di vedere i suoi pirati consci che non basta piangere eventi passati: sono necessari appuntamenti a larga scala, capillari, per spingere la società a bendare l’occhio stolto e aprire la mente alla ricerca di soluzioni. La violenza sulle donne, che ha origini strutturali specifiche, esige soluzioni pertinenti e un dibattito focalizzato.

Alla Chiesa Pastafariana Italiana appare evidente e naturalissima la differenza tra persone; proprio sulla base di tale differenza non esistono differenze tra pirat*. Auspicando allora che pari opportunità ci siano tra i cittadini tutti, la CPI ha aderito alla manifestazione assumendosi un compito importante: dare il buon esempio a quelle organizzazioni religiose che utilizzano la propria influenza per conservare dettami, presentati come condizioni per una società morale, ma che alla prova dei fatti producono disparità e conflitti. Lo conferma – e lo vediamo persino con un occhio solo – il numero spaventoso di donne vilipese e violentate in quanto donne, discriminate in quanto donne.

La Chiesa Pastafariana Italiana non vuole donne “assolte”, vuole donne risolte, ovvero libere. Ha fede nella loro capacità di decidere e organizzarsi in merito a se stesse, per tale ragione non ha aderito al corteo per mera solidarietà, ha voluto dare unzione sacra e pennedizione alla azioni civili e politiche che da queste giornate si stanno dipanando, sviluppando non un memoriale, bensì un articolato programma.

Anche noi useremo la nostra influenza: condiremo, amalgameremo, scaldaremo il prodigioso lavoro delle associazioni, dei collettivi, dei movimenti che si stanno adoperando affinché non capitino più situazioni paradossali come quella dell’affermazione di una legge e della sua contemporanea impraticabilità, a causa dell’obiezione incosciente a tasso di strumentalizzazione del 90% [ogni riferimento alle legge 194/78 è voluta].

Riteniamo sia il momento di raccogliersi per far sì che il Piano straordinario contro la violenza sessuale e di genere, proposto come modo di istituzionalizzare i centri anti-violenza, non si traduca in un tentativo di estromettere le competenze e la storia di chi quei centri ha visto sorgere e li ha gestiti facendoli funzionare. Chiediamo che abbia peso politico l’esperienza femminista, che questa sia impiegata come opportunità di liberazione anche del genere maschile, altrettanto bisognoso di sottrarsi a stereotipi che lo privano di umanità, avvalorandolo e legittimandolo solo nelle posizioni di comando, che spesso si traducono in posizioni di abuso.

Il PSV contempla nel Vulcano di birra uno spettacolo eterno. Spogliarellist* si avvicendano in una danza eterna. Hanno tutt* scelto di farlo, ciascun* smette quando vuole, ama il proprio corpo, adora scivolare nella musica. Nessun* sfrutta, nessun* usa, nessun* deride. La gioia di un* è presupposto della gioia dell’altr*.

Il nostro paradiso, privo di servitù e di gerarchie, ispiri i progetti umani da edificare in terra.

Come nel Vulcano di birra così in terra. Ramen.

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