Bruder Spaghettus

I Pastafariani hanno fame di Riconoscimento

La Church of The Flying Spaghetti Monster è impegnata in una battaglia legale per il riconoscimento in Germania, e promette di portare la causa alla Corte di giustizia europea.
Il tribunale di Templin, piccola cittadina nel nord-est del paese in cui è cresciuta Angela Merkel, si pronuncierà oggi sulla questione se il gruppo abbia o meno il diritto di pubblicizzare le sue messe tagliatellose del venerdì mattina mediante segnaletica stradale.

La chiesa è stata fondata dagli atei in America nel 2005 come antidoto al cristianesimo fondamentalista. I suoi membri, chiamati “Pastafariani”, svolgono cerimonie in abiti pirata ed indossano scolapasta sulla testa.

“Si tratta di una decisione fondamentale riguardo il nostro riconoscimento o meno come comunità ideologica. È di vitale importanza per noi e siamo pronti a portarla alla Corte di giustizia europea se necessario “, ha dichiarato Rüdiger Weida, la guida dei Pastafariani.
L’operatore sociale in pensione, di anni 66, ha dichiarato che il gruppo conta tra i 15 ei 20.000 seguaci in Germania.

I cartelli stradali assomigliano molto a quelli esposti da chiese ufficiali che pubblicizzano giorno ed orario delle funzioni. La differenza principale è il simbolo del mostro a forma di granchio con gambe di spaghetti.
Il sindaco locale nel 2014 aveva dato loro il permesso di affiggere pubblicamente i cartelli, che hanno continuato a essere esposti in attesa dell’esito dell’azione giudiziaria.
L’autorità stradale regionale ha revocato al gruppo il permesso di esporre i cartelli a seguito delle rimostranze della chiesa protestante locale.

Il caso si è trascinato per tre anni. Il gruppo ha perso in primo grado a Francoforte presso il tribunale regionale di Oder, ma ha fatto appello, sostenendo di dover accedere agli stessi diritti delle chiese riconosciute. Sembra destinato a perdere anche in appello. All’udienza del primo tribunale regionale all’inizio di luglio, i giudici non sono sembrati convinti dalle sue argomentazioni.
“I giudici hanno detto che i pastafariani non diffondono una visione del mondo, ma piuttosto fanno commenti critici sulle religioni attraverso la parodia”, ha dichiarato Judith Janik, una portavoce del tribunale. Il signor Weida impassibile e ha detto che il gruppo ricorrerà alle donazioni del suo esercito di sostenitori tedeschi per continuare la lotta.

La congregazione locale svolge le proprie funzioni religiose in un fienile riconvertito, adornato su una parete da un dipinto del mostro di spaghetti.
Alla domanda di come sia una funzione religiosa standard, ha dichiarato: “Tutte le religioni rubano i rituali dei loro predecessori, per cui le nostre messe sono largamente basate su quelle cattoliche. Innalziamo lodi alle nostre reliquie, poi leggiamo il nostro credo da un rotolino di tagliatelle, poi cantiamo una canzone dal libro degli inni pastafariani. Quindi celebriamo la comunione, ma con la birra e le tagliatelle. Poi recitiamo la preghiera Mostro Nostro“.

Le reliquie sono una bandiera pirata toccata miracolosamente da una “appendice pappardellosa che è apparsa dalle nuvole e una bottiglia di birra misteriosa contenente uno spazzolino da denti trovata su un prato”, ha detto. “Il nostro più grande miracolo è una bottiglia di rum senza apertura”.

Tradotto dall’articolo “Pastafarians hungry for recognition” pubblicato da The Times il 2 Agosto 2017.

Se vuoi leggere l’articolo originale clicca qui

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La Pannocchia della Settimana 1: Area Pasta Romagna

La CPI è orgogliosa di presentare a tutti i frittell* di questo mondo e di quell’altro: la Pannocchia della settimana, la nuova rubrica dell’Osservatore Pastafariano dedicata alle ciurme locali che si raccontano.

Inauguriamo la rubrica con la Chiesa Pastafariana dell’Area Pasta Romagna (pagina ufficiale), raccontata dallo Scardinale Beverendo Gnocchetto Shardana.

I Pastafariani esistono davvero, sono vivi e vitali e spesso anche fotogenici come avrete modo di appurare!

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Max è libero

Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.

(Mahatma Gandhi)

L’ultima frase di questa citazione passa dai buchi del mio Sacro Copricapo e ritorna nei miei pensieri come un mantra, ogni volta che un parente, un amico, un compagno di Max racconta qualcosa di lui. È Giovedì sera, sono seduto su una poltrona in platea e sto ascoltando chi parla al microfono dell’auditorium del Teatro La Fenice di Senigallia, durante il funerale di Max, la festa per il suo viaggio verso il Vulcano di Birra.

Max è libero, finalmente.

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”. (altro…)

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