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Misteri Pastafariani, Il Sacro Disordine Templafariano

Questa settimana usciamo con una nuova rubrica chiamata, Misteri Pastafariani, siamo ben lieti di parlare di uno degli ordini cavallereschi più segreti e inquietanti della storia del pastafarianesimo, L’ordine dei Cavalieri Templari Pastafariani.
L’Ordine, come tutti gli Ordini mistico-esoterici/religiosi-guerrieri, gomblotta in segreto, ed ha i suoi scopi reconditi.
L’unica notizia certa è che i cavalieri del tempio pastafariano, seguono gli Otto Condimenti, e che lo scopo noto è quello di Defensor Fidei.

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Il Profeta ha parlato. Di Scienza.

Pastafariani a March for Science: una contraddizione?

24 aprile 2017

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Mi congratulo e ringrazio tutti coloro che hanno preso parte alla March for Science. Mi sento sollevato nel vedere che la democrazia viene messa in atto da un gruppo di persone intelligenti.

Nonostante noi Pastafariani siamo scettici nei confronti della “scienza” e del “ragionamento logico basato sulle prove scientifiche”, rispettiamo il concetto di scienza, il fatto che ricerchi la conoscenza, e ammiriamo quelle persone che dedicano la loro vita a questa causa.

Allora perché non è una contraddizione per i Pastafariani – un gruppo tenuto insieme dalla fede – sostenere la scienza, o almeno sostenere gli scienziati?

Noi crediamo che un Onnipotente Prodigioso Sphagetto Volante modifichi l’universo che fa *sembrare* che il metodo scientifico sia affidabile, che la conoscenza dell’umanità e la sua evoluzione dall’uscita delle caverne fino all’accensione delle navicelle spaziali sia il diretto risultato di questo processo. Sembra che possiamo dedurre conclusioni attraverso la ragione e la sperimentazione.

Non possiamo incolpare gli Scienziati che non hanno ancora visto la Luce: non fanno altro che il loro lavoro e sono dotati di onestà intellettuale. Non possiamo dire lo stesso di altri gruppi, tra cui molti uniti da un Credo che si basa sulla fede.

Quindi perché il Pastafarianesimo è nel giusto, nonostante a volte contraddica la ragione? Perché il PSV dice così, e noi abbiamo fede1.

1. Il diallele è ammesso in ambito religioso

 

 

Articolo originale di Bobby Henderson.

Traduzione a cura del gruppo CPI – Interpreti e Traduttori

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Resoconto del LAIKODAY, per respirare un po’ di laicità

Sabato 1 aprile ho partecipato insieme a una ciurma Pastafariana al “Laikoday: Strumenti e dialoghi per un’emergenza – le giornate del pensiero laico dedicate a Ipazia d’Alessandria, martire della ragione” organizzato ad Arco di Trento dai Laici Trentini per i diritti civili.

Erano presenti le associazioni: Laicitalia, I sentinelli di Milano, Comitato “Non Ultimi”, Deina Trentino Alto Adige, Per un’Europa dei Popoli, ArciLesbica Trentino Alto-Adige L’ Altra Venere, Arco Bene Comune, Coordinamento Genitori Democratici Trentino Alto Adige – Südtirol, So.Crem Trento, AGedO, Associazione Luca Coscioni, Anpi Trentino, Arcigay del Trentino, Famiglie Arcobaleno, Gruppo Jump LGBT – Oltre tutte le barriere, Lo Stesso Cielo, ARCI Alto Garda, Arci del Trentino, UAAR Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, Associazione Phoenix, Osservatorio contro i fascismi Trentino AA – Südtirol.

Ho seguito con molto interesse il dialogo “RICORDATI CHE DEVI MORIRE – strumenti e dialoghi sul fine vita” tra il Dott. Francesco Terrasi, coordinatore sanitario RSA Villa Belfonte e RSA Via Veneto (Trento), Mina Welby e Beppino Englaro sul diritto di scelta di morire laicamente e con dignità. In particolare, oltre ai bellissimi interventi di Mina e Beppino, sono rimasto colpito da alcuni aspetti toccati dal Dott. Terrasi in merito al testamento biologico: il fatto che dovrebbe essere fatto da tutti, e insieme al medico di base, che potrebbe chiarire bene le cose anche a chi non ha sufficienti informazioni per decidere e darebbe la facoltà di esprimere le proprie volontà anche a chi volesse essere mantenuto in vita ad ogni costo, attaccato a una macchina o intubato. Queste informazioni sarebbero molto utili ai medici che adesso si trovano in grande difficoltà ma dopo saprebbero cosa fare, mettendo in pratica le scelte che il paziente ha fatto quando era in grado di decidere. In mancanza del testamento biologico i medici si trovano nelle condizioni di dover far decidere ai parenti, ma cosa succede se per esempio il paziente non cosciente ha due figli che la pensano in modo differente? I detrattori del testamento biologico che vorrebbero le cure a oltranza dovrebbero riflettere sul fatto che in assenza di loro decisioni qualcuno potrebbe decidere il contrario di quello che vorrebbero loro se fossero coscienti.

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Dopo questo bellissimo e istruttivo (quantomeno per me) dialogo, è venuto il momento delle associazioni: ognuna ha avuto il tempo per raccontarsi. A noi lo hanno fatto fare tra i primi perché … perché avevamo l’onere e l’onore di andare a preparare la Sacher Mensa. Devo dire che la presentazione fatta dai Pirati Pastafariani Trentini è stata preparata con cura, ha informato sulle nostre attività e ottenuto larghi consensi.

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Altare Pastafariano

E’ venuto quindi il nostro momento: mentre alcuni di noi allestivano l’altare e distribuivano il libretto contenente i canti e le preghiere, altri si sono dedicati alla preparazione delle Tagliatelle in piedi e degli spaghetti (per accontentare anche chi ha esigenze alimentari particolari) utilizzando le attrezzature che gli efficientissimi alpini ci avevano messo a disposizione per preparare la pasta all’aperto.  Mentre l’acqua bolliva, uno dei Frescovi di Trento ha celebrato la Sacher Mensa, aperta da una sua breve introduzione parlata e poi tutti i partecipanti hanno cantato il “Cantico del Sugo” e recitato la preghiera “a te Prodigioso” ed è stato toccante vedere Beppino Englaro cantare e recitare preghiere insieme a noi. La celebrazione si è conclusa con il Pastezzo della frittella all’aglio e olio e poi si è consumato il rito delle Tagliatelle in piedi al sugo di pomodoro.

Tornati dentro la sala che ospitava l’evento, il “Gruppo JUMP LGBT – Oltre tutte le barriere” ha trattato l’argomento “ABILI AL SESSO: il diritto al piacere”. E’ stato toccante sentire i loro racconti, le loro richieste, le loro proposte. Ho visto la sala gremita di gente molto attenta ad ascoltare tematiche che non vengono spesso affrontate e che sono state spiegate dai ragazzi in modo molto colloquiale, supportato con la proiezione di diapositive e video molto belli, e impreziosito da testimonianze della Dott.ssa Carla Maria Brunialti e dalla presentazione del Dott. Maurizio Bossi, il tutto moderato dalla giornalista Sara Ravanelli.

Sono poi saliti sul palco Antonella Vicini e Alexander Schuster per un dialogo dal titolo “QUEI LIKE POCO LAICI – bufale e disinformazione sui Social Networks”. L’argomento è di grande attualità, siamo ormai quasi tutti grandi utilizzatori di social network e ogni giorno assistiamo a post contenenti propagande di vario tipo. L’intenzione dei relatori era di non farci cadere nella trappola del mettere like o condividere post senza conoscere bene quel che ci viene proposto, con la scusa di non avere tempo di approfondire l’argomento o del “non so se sia vero, ma che male vuoi che faccia condividere un post?” che è invece molto pericoloso. Secondo me sarebbe sufficiente applicare una regola molto semplice: “se non ho il tempo per approfondire non condivido e non metto like”.

Dopo questo dibattito sono salite sul palco le scrittrici e giornaliste Monica Lanfranco e Giuliana Sgrena per un interessante dibattito denominato “DANNATAMENTE DONNE – religioni e femminismo” assieme a Gabriele Carletti, giornalista RAI che aveva la funzione di moderatore ed ha introdotto la discussione parlando di un caso verificatosi nei giorni precedenti il Laikoday: a Bologna una ragazza è stata rasata a zero dalla madre perché rifiutava di portare il velo. Le risposte hanno evidenziato che spesso non sono le religioni a stabilire certe regole ma le gerarchie religiose, e sono stati toccati vari aspetti di soprusi verso le donne perpetrati in nome delle religioni. Conoscevo già Giuliana Sgrena ed è invece stata una piacevolissima sorpresa l’ascoltare Monica Lanfranco che ha espresso un concetto che mi ha fatto riflettere: l’uso del “conflitto, doveroso e pacifico”. Essendo il concetto un po’ delicato, non volevo commettere errori nel descriverlo e quindi mentre scrivevo questo articolo mi è venuto in mente di chiedere a Monica di scrivermi qualcosa per aiutarmi. E lei, gentilissima, mi ha inviato queste righe:

“Non é mai facile parlare di laicità, perché il fantasma che si agita appena questo concetto viene evocato nello spazio pubblico è quello della discriminazione verso chi ha fede in una religione. E’ per questo che quando parlo di laicità io metto in chiaro immediatamente che il mio posizionamento è quello di una femminista, di una attivista per i diritti umani delle donne che non può non dirsi laica, antifondamentalista, e molto critica verso il multiculturalismo che spesso relativizza le culture.

Penso questo: una società non può dirsi giusta, democratica e pacifica se la maggioranza delle persone che vi abitano o transitano in essa non ha gli stessi diritti della minoranza. La maggioranza di esseri umani che abitano il pianeta è di sesso femminile, ma questa maggioranza continua a non avere, in molte partì del pianeta, le stesse opportunità di vedere realizzati desideri, soddisfmlanfrancoare bisogni, vivere con dignità.

L’intreccio tra visioni patriarcali, religiose, culturali causa disparità e discriminazione verso le donne solo per il fatto di essere nate nella parte sbagliata del versante umano.

E molto spesso, a dare una mano ai totalitarismi, interviene in modo strumentale l’uso politico delle religioni per operare il controllo sul corpo e quindi sulle vite delle donne.

Ma anche il timore di chi dovrebbe vigilare su questo uso politico, ovvero chi si dice di sinistra e di cultura liberale, di parlare chiaro quando si ragiona di simboli religiosi.

Perché senza dubbio tra questi simboli, quelli citati nella legge francese che vieta chippa, croce e velo nella scuola pubblica è il velo a creare problemi.

C’è chi pensa che criticare usi e religioni sia una mancanza di rispetto, e che si rischi di essere annoverati come razzisti se si critica in particolare l’islam, mentre è il conflitto, doveroso e pacifico, nel quale esercitare il pensiero critico l’argine più importante che abbiamo per costruire una democrazia inclusiva.

I diritti universali non sono occidentali, come chi pratica il relativismo vorrebbe far credere: sono una enorme conquista politica da mettere a disposizione di chi ancora non ha avuto la possibilità di vivere in società dove è stata attuata la separazione tra fede e legge umana, tra stato e religione, quale che essa sia. Nei luoghi del mondo dove ancora vige come legge quella di un dio, quale che esso sia, le donne vivono una condizione di discriminazione e sudditanza inaccettabile, e dove le donne sono in sofferenza lo è anche il resto dell’umanità

La laicità è quindi uno strumento molto importante nella costruzione della democrazia, e un alleato potente per la sua conservazione.

Considerare dunque i diritti delle donne come diritti umani universali, inalienabili, imprescindibili e non negoziabili è uno dei prerequisiti per la costruzione di una solida condizione di democrazia, ricchezza e pace nel pianeta.”.

L’evento si è chiuso con una tavola rotonda presieduta dal filosofo Giulio Giorello, direttore scientifico del “Laikoday”, e Monica Lanfranco che ha letto la “Carta di Arco” (clicca qui se vuoi leggerla). Purtroppo non ho potuto assistere ma abbiamo firmato la carta come associazione religiosa Chiesa Pastafariana Italiana per mano di uno dei Frescovi di Trento.

Daniele Zozin firma la Carta d'Arco
Daniel Zozin, uno dei Frescovi di Trento firma la Carta d’Arco

Infine, due parole sul formato dell’evento: si è svolto presso il centro giovani “Cantiere 26”, un edificio polivalente molto bello. Ho trovato molto funzionale l’allestimento della sala che ha ospitato le conferenze: ai lati e dietro la platea, disposti circa a semicerchio, c’erano i tavoli a disposizione dei rappresentanti delle associazioni che potevano così distribuire materiale informativo ma al contempo godersi i vari dibattiti.

Son venuto via da Arco con la consapevolezza che c’è ancora tanta strada da fare per arrivare alla laicità, ma che con eventi come quello a cui ho assistito, ci si può riuscire. E dopo averle fatto i complimenti per l’impeccabile organizzazione ho invitato Claudia Merighi, la presidente di Laici Trentini, a valutare l’ipotesi di esportare in tutte le città questo bellissimo evento. Se decideranno di farlo, noi ci saremo.

La Carta d'Arco firmata
La Carta d’Arco firmata
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Prodigiosina

La prodigiosina, portentoso pigmento

Serraia marcescens è un tizio noioso; un batterio (enterobatterio per la precisione) a forma di bastoncino che, una volta stabilitosi nel sistema digerente animale, è difficilissimo da mandare via. È infettivo per gli umani ed è anche un opportunista, perché si approfitta dei pazienti immunocompromessi per causare infezioni ospedaliere veicolate da strumentazione e resistenti agli antibiotici: malattie respiratorie in pazienti intubati, infezioni urinarie dove è presente un catetere ed endocardite nei malati con flebo endovenose. Insomma, un tipo poco raccomandabile.

Serratia marcescens
Serratia marcescens. Immagine di Brudersohn da Wikipedia, licenza CC BY-SA 3.0

A noi però non interessa tanto S. marcescens quanto un suo importante metabolita, un pigmento di colore rosso chiamato 4-metossi-5-[(Z)-(5-metil-4-pentil-2H-pirrol-2-ilidene)methil]-1H,1′H-2,2′-bipirrolo. Gli amici lo chiamano semplicemente prodigiosina.

Il modo in cui la prodigiosina viene metabolizzata è, perlopiù, un mistero. È stata recentemente oggetto di attenzione da parte degli studiosi di chimica organica e farmacologia. Il pigmento, definito “meraviglioso secondo metabolite” da Bennet & Bentley, sembra avere importanti proprietà antifungali, antimalariche, antibiotiche e immunosoppressive, ma soprattutto pare che induca le cellule cancerose maligne a innescare la propria morte programmata e che quindi sia utile come antitumorale, tanto da essere oggetto di un trial clinico per il trattamento del tumore al pancreas. Insomma, sembra sia proprio un elemento incline a fare miracoli.

Ma veniamo alle cose serie.

Il tipo antipatico, S. marcescens, ha tra le altre cose la capacità di crescere sui carboidrati complessi e di produrre, dopo un po’ di tempo, questo pigmento rosso che poteva essere facilmente scambiato per sangue. Nel 1263, durante una messa a Bolsena, l’ostia eucaristica sembrò sanguinare; tutte le volte che il prete la ripuliva, si formava altro pigmento, che ovviamente veniva interpretato come altro sangue che sgorgava dall’ostia consacrata. L’evento è celebrato in un affresco dipinto da Raffaello nel Palazzo Pontificio, nella Città del Vaticano, ed è considerato come prova della transustanziazione dell’ostia nel corpo di Cristo; l’anno dopo, Papa Urbano IV istituì appunto la celebrazione del Corpus Christi in onore di questo evento.

Messa a Bolsena, Raffaello
La messa a Bolsena, Raffaello Sanzio, 1512.

Oggi noi sappiamo, grazie alla scienza ma soprattutto alla nostra Fede, che l’unico responsabile di questo presunto miracolo è null’altro che il Prodigioso che, coi suoi portentosi pigmenti, si diverte a gettare scompiglio nelle nostre credenze, per testare la nostra fede e spingerci a indagare oltre.

Per approfondire:

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La Pannocchia della Settimana 1: Area Pasta Romagna

La CPI è orgogliosa di presentare a tutti i frittell* di questo mondo e di quell’altro: la Pannocchia della settimana, la nuova rubrica dell’Osservatore Pastafariano dedicata alle ciurme locali che si raccontano.

Inauguriamo la rubrica con la Chiesa Pastafariana dell’Area Pasta Romagna (pagina ufficiale), raccontata dallo Scardinale Beverendo Gnocchetto Shardana.

I Pastafariani esistono davvero, sono vivi e vitali e spesso anche fotogenici come avrete modo di appurare!

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Brutte notizie dalla Lettonia

In Lettonia la Chiesa del Prodigioso Spaghetto Volante non verrà riconosciuta

11 febbraio 2017

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Elizabetes iela 10b – Riga

È entrato in vigore il verdetto della Corte di appello, che ha respinto la causa intentata dalla comunità del Prodigioso Spaghetto Volante di Riga contro il Ministero della Giustizia e il Registro delle Imprese che ne avevano rifiutato l’iscrizione nel Registro delle Organizzazioni Religiose. Il verdetto amministrativo della corte distrettuale di Riga non è stato ulteriormente impugnato ed è entrato in vigore il 24 Gennaio.
Come annunciato, per la sentenza il Ministero si è basato su un rapporto della polizia di sicurezza, che ha giudicato la Chiesa del Prodigioso una possibile minaccia. Nel rapporto si dichiara che il riconoscimento della Chiesa del Prodigioso Spaghetto Volante come religione ufficiale può portare ad un aumento di intolleranza nella società lettone.


Il Pastafarianesimo (dall’inglese “Pastafarian”, derivante da “pasta” e “movimento rastafariano”) è nato negli Stati Uniti, e i suoi adepti adorano il Prodigioso Spaghetto Volante, un essere impalbabile ed etereo che avrebbe creato l’Universo. I suoi fedeli richiamano soprattutto ad una riformulazione critica dei dogmi di diverse religioni e chiedono la legittimazione del loro credo. Come indicato nei documenti presentati dai Pastafariani di Riga, lo scopo della comunità è di “portare la luce della pasta con polpette di carne” e “insegnare il Vangelo del Prodigioso Spaghetto Volante”


In risposta, il Ministero della giustizia ha dichiarato che l’identità della Lettonia in Europa si fonda fin da tempi antichi sulle tradizioni livoni e lettoni, sulla lingua e la mentalità lettone, e anche sui valori cristiani. Il pastafarianesimo si è invece costituito con la finalità di deridere e parodiare il cristianesimo. Di conseguenza, questa finalità può portare ad un aumento del grado di intolleranza nei confronti dei credenti delle religioni tradizionali.
Stessa opinione della Polizia di sicurezza, che teme che il riconoscimento in Lettonia del pastafarianesimo come religione ufficiale possa offendere i sentimenti religiosi di molti lettoni.

 

Articolo originale di DELFI qui

 

Traduzione a cura del gruppo CPI – Interpreti e Traduttori

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Foto tratta da http://www.libertaepersona.org/wordpress/2015/01/sui-nuovi-cardinali-spira-forte-il-vento-del-sud/

Risposta ai Cardinali che non l’hanno ottenuta dal Papa

Eminentissimi colleghi,

ho seguito con interesse le discussioni legate alle lettere che avete scritto al vostro Papa, sia quella firmata dai tredici (che poi pare quattro abbiano smentito, rimanendo così in nove) sia quella successiva firmata dai quattro.

Lettera di tredici Cardinali al Papa

Lettera di quattro Cardinali al Papa

M’è parso di capire che vi siete un po’ arrabbiati per il fatto che Francesco non vi abbia risposto. Questo un po’ mi stupisce perché pensavo che anche voi aveste visto quanto è indaffarato quell’uomo nel portare avanti il marketing del vostro brand,

f224aed117bac2e383dd46c003823c5d_origoltre questo sapete anche che il povero Paolo ha scritto delle lettere poco meno di duemila anni fa, ma Corinzi, Colossesi, Efesini, Filippesi, Galati, Romani e Tassalonicesi non gli hanno ancora risposto. Secondo me dovreste avere un po’ di pazienza, prima o poi vi risponderà; e se posso permettermi, non fate vedere di essere arrabbiati perché dovreste sapere che ha un caratteraccio: ricordate quella volta della mamma e del pugno? (Nota 1)

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Foto tratta da http://www.vanityfair.it/news/italia/15/12/02/papa-francesco-aereo

Essendo cose vostre avevo pensato di non intervenire ma siccome poi le avete rese pubbliche e in una avete scritto “E pertanto informiamo della nostra iniziativa l’intero popolo di Dio, offrendo tutta la documentazione.” senza però specificare a quale Dio fate riferimento, penso che abbiate voluto informare anche quelli come me che credono nel Prodigioso Spaghetto volante, il nostro Dio, ragion per cui ho pensato di rispondervi.

Vengo quindi ai contenuti. Leggendo le informazioni pubblicate dai maggiori quotidiani d’informazione, m’è parso di capire che (se sbaglio mi corriggerete), in sintesi, nella lettera dei tredici (diventati nove) chiedete maggior democrazia al vostro interno. E’ una bellissima cosa ma da voi non me l’aspettavo: essendo alte cariche religiose pensavo teneste conto che da quando siete nati, circa duemila anni fa, la vostra è stata una religione monocratica dove il Papa de facto ha potere assoluto. Del resto lo dice anche Matteo (non Renzi, il vostro più famoso) nel capitolo XVI del suo Vangelo, che fa parte del nuovo testamento (Nota 2).

Sapendo poi che voi siete gente che si batte con instancabile costanza per la difesa delle tradizioni anche quando queste non sono più in linea con le esigenze dei più (penso a contraccezione, interruzione di gravidanza, eutanasia) e che voi stessi siete promossi Cardinali da una libera scelta di un Romano Pontefice e non da un organo democratico (Nota 3), spero capirete il mio stupore.

Riguardo invece alla lettera dei quattro, mi ha subito colpito un verso della vostra premessa:

“a seguito della pubblicazione della Vostra Esortazione Apostolica “Amoris laetitia” (Nota 4) sono state proposte da parte di teologi e studiosi interpretazioni non solo divergenti, ma anche contrastanti, soprattutto in merito al cap. VIII. Inoltre i mezzi di comunicazione hanno enfatizzato questa diatriba, provocando in tal modo incertezza, confusione e smarrimento tra molti fedeli.”.

Tralasciando la velata accusa ai mezzi di comunicazione che dimostra quanto siate attenti alle mode di quest’epoca, mi ha colpito soprattutto l’incertezza, la confusione e lo smarrimento che dite alberghino in molti vostri fedeli. Sicuramente conoscete i vostri fedeli meglio di me, ma penso che un punto di vista di un esterno possa aiutarvi nelle vostre valutazioni. Perché vedete, io credo che se molti dei vostri fedeli sono incerti, confusi e smarriti potrebbe essere lo siano perché leggono spesso, sugli stessi mezzi d’informazione cui fate riferimento, di vostri rappresentanti dediti alla pedofilia e al contempo non leggono quasi mai di ferme prese di posizioni da parte vostra ma anzi a volte coperture e insabbiamenti, altresì non leggono mai di vostra aperture nei confronti di contraccezione, interruzione di gravidanza, eutanasia. Io credo che queste cose li rendano incerti, confusi e smarriti molto di più rispetto ai “dubia” che avete espresso nella continuazione della lettera. Beninteso, è legittimo avere dei dubbi e anzi, come diceva il grande Freak Antoni “È importante avere dubbi! Solo gli stupidi non ne hanno, e su questo non ho dubbi!”. Io preferirei davvero che voi inseriste anche il dubbio che v’ho insinuato io, potreste alfine convenire con me che gli esempi a voi qui portati sono preponderanti rispetto al se somministrare o meno l’eucaristia a “divorziati in nuova unione, che continuano a vivere “more uxorio”” o se considerare peccatore chi è adultero.

Io credo che parlare di queste tematiche potrebbe fare bene sia a voi che a noi, per comprendere i diversi punti di vista e cercare delle convergenze. Per questo v’invito a organizzare un tavolo di discussione e mi rendo da subito disponibile a dare una mano, e se il nostro illustre collega Cardinal Carlo Caffarra, firmatario di entrambe le lettere, lo vorrà potremmo riunirci in preghiera e lavorare assieme; l’essere concittadini ci agevolerebbe di certo il lavoro.

Se invece proprio non riuscite a mandar giù che Francesco non vi risponda, ho un’altra proposta per voi: potreste entrare a far parte della nostra amata Chiesa. Ne avreste degli immediati vantaggi, ve ne elenco alcuni:

  • potreste sposarvi, o anche solo fare sesso con chi volete (che come sapete è molto meno impegnativo), naturalmente in osservanza ai nostri quarto e ottavo Condimenti (Nota 5)
  • potreste venire con noi ai vari Pride che a giugno porteranno gioja in tutto il Paese; gli abiti li avete già, potremmo prestarvi qualche spilla per dare un po’ più di colore a quel monotono porpora. Naturalmente vi prenderei un po’ in giro dicendovi che il mio è molto più bello, ma tra colleghi credo ci possa stare e anzi, sono certo cementerebbe la nostra amicizia
  • potreste venire con noi quando faremo le Tagliatelle in Piedi; da quel che so amate il buon cibo e avreste anche la possibilità di andare a trovare i vostri vecchi amici che sono sempre in qualche piazza adiacente alla nostra
  • potreste evitare le arrabbiature: la nostra Pappessa risponde sempre alle lettere, e in tempi brevi
  • sareste partecipi di una comunità dove non c’è un uomo solo al comando: tutte le nostre cariche vengono nominate da gruppi di persone e le decisioni vengono tutte prese in democrazia (Nota 6)

Per fare queste cose non vi servirà nulla oltre alla vostra presenza. Se invece vorrete ricoprire ruoli all0interno della nostra amata Chiesa potrete partecipare ai corsi di Cotechismo; al momento li tiene il Priore di Roma che è molto severo, ma sono certo che gente della vostra esperienza non avrà problemi a sostenere l’esame finale e superarlo, e diventare così Ministri di Culto Pastafariani. A quel punto potrete somministrare i nostri sacramenti e nelle fredde giornate d’inverno potrete rimanere a casa vostra al calduccio impartendo le telesacralizzazioni via smartphone o con un tablet, se lo riterrete più comodo. Vi informo che dovrete versare qualche decina di euro che vi daranno diritto al certificato di Ministro di Culto, a un Liscafisso – nostro Simbolo Sacro – e a una tessera dell’associazione religiosa Chiesa Pastafariana Italiana, che potrete far vedere con orgoglio ai vostri amici e amiche. Credo che questi pochi denari non saranno per voi un problema ma, se lo saranno, sappiate che ci sono nostri fedeli che sono disposti a fare una colletta.

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Infine, immagino che dopo una vita di sacrifici passata a servire una Chiesa sarebbe una scelta molto dolorosa lasciarla per approdare a un’altra. Sappiate che noi siamo multi-monoteisti quindi non avremmo nessun problema ad accogliervi tra noi se doveste scegliere di rimanere anche nella vostra attuale Chiesa; qualora però decideste di lasciare definitivamente la vostra questo potrebbe garantirvi un trapasso graduale e non traumatico.

Sperando di aver almeno un po’ lenito la vostra irritazione o quantomeno di aver contribuito alla chiarezza che chiedete nelle lettere, sperando altresì di potermi congiungere con voi in preghiera, cordialmente vi saluto.

Marco Miglianti
Scardinale del Sacro Tortellino
Arcifrescovo di Bologna

 

Nota 1
ANSA Papa Francesco: ‘Se uno mi offende la madre gli do un pugno’

Nota 2
Dal Vangelo di Matteo – XVI
Versione in latino
18 Et ego dico tibi: Tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo Ecclesiam meam; et portae inferi non praevalebunt adversum eam.
19 Tibi dabo claves regni caelorum; et quodcumque ligaveris super terram, erit ligatum in caelis, et quodcumque solveris super terram, erit solutum in caelis ”.
Versione in italiano
[18] E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.
[19] A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”.

Nota 3
Cardinali di Santa Romana Chiesa – Dal Codice di Diritto Canonico Latino del 1983 – Can 351

Nota 4
Esortazione apostolica postsinoidale AMORIS LAETITIA

Nota 5
I Condimenti della Chiesa Pastafariana Italiana

Nota 6
Statuto della Chiesa Pastafariana Italiana

 

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